Nocda sta per “No al contributo di accesso”, e riguarda il famigerato biglietto d’ingresso a pagamento per visitare la Serenissima. Sulla homepage del sito, chiamato appunto nocda.com, la scritta “Venezia città aperta” appare in evidenza. Sotto di essa, ci sono due pulsanti; uno invita a donare un codice di accesso, l’altro a richiederlo. Questi codici consentono a chiunque di aggirare il regolamento introdotto dal comune del capoluogo veneto lo scorso anno che ha imposto l’acquisto di un ticket per accedere alla città.

Questo sistema di boicottaggio, piuttosto ingegnoso, si avvale di una falla nel sistema, ovvero la possibilità per gli abitanti di invitare un numero illimitato di conoscenti. La piattaforma aiuta l’utente a ottenere un QR code, che deve essere presentato in caso di controllo. Ogni codice può essere utilizzato da un massimo di dieci persone.

Venezia a pagamento: chi è esente

Venezia
Dal 2024 è entrato in vigore il regolamento che prevede un biglietto d’ingresso per Venezia

I conoscenti rientrano in una delle tante esenzioni previste dal comune. Tra le altre categorie ci sono le persone che pernottano a Venezia in hotel o in b&b e che pagano la tassa di soggiorno, oltre ai cittadini. Anche i loro parenti fino al terzo grado possono godere del beneficio, così come chi lavora in città, le persone con disabilità, quelle convocate dagli uffici giudiziari, che devono tenere degli esami o sottoporsi a visite mediche e i residenti in Veneto.

Chi è esente dovrà registrarsi alla piattaforma e scaricare il QR code (tranne abitanti e i residenti in Veneto, per cui basta la carta d’identità). Nel 2024 il regolamento è rimasto in vigore ventinove giorni, quest’anno per cinquantaquattro. Chi prenota meno di quattro giorni prima del suo arrivo dovrà versare dieci euro anziché cinque. Lo scopo del comune è arginare la folla di di turisti ed escursionisti italiani e stranieri che quotidianamente in Laguna, per poi andar via poche ore dopo.

Federica Checchia

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