L’annuncio è ufficiale e arriva proprio dalla società giapponese Sony: tutte le console PlayStation 5 subiranno ad aprile 2026 un aumento di 100 euro. Un duro colpo per gli acquirenti, soprattutto per coloro che speravano (come accade a distanza di anni dall’uscita) un abbassamento dei prezzi. L’azienda aveva accennato la notizia, nonostante ciò non è stata presa di buon grado da molti. Pare, infatti, che Sony avesse «tranquillizzato» le persone sostenendo di poter attuare delle strategie volte a garantire una stabilità dei prezzi almeno per l’attuale anno fiscale. Ora che la promessa non è stata mantenuta, qual è la ragione che ha causato questo innalzamento?

Perché l’aumento dei prezzi della PlayStation 5 ha generato tanto malcontento?

La ragione principale che ha spinto le persone ad accusare Sony di promesse non mantenute riguarda una dichiarazione rilasciata tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Il CFO del colosso giapponese Lin Tao, parlando della crisi delle memoria, ha afferma: «Per quanto riguarda l’impatto della situazione nel mercato delle memorie, siamo quasi in condizione di assicurarci i volumi necessari per coprire la stagione di vendite di fine anno del prossimo esercizio fiscale».

Tao ha poi aggiunto: «Continueremo a monitorare l’evoluzione della situazione, impegnandoci al contempo a minimizzare l’impatto sulla redditività». Il problema, quindi, era stato già intuito. La specifica sulla stabilità dei prezzi fino alla fine del 2026 aveva, quindi, tranquillizzato coloro intenzionati ad acquistare una PlayStation 5. L’annuncio dell’incremento dei prezzi dal prossimo 2 aprile 2026 ha, quindi, generato forte malcontento. Inoltre, dalla Pro alla Portal, tutte saranno soggette al rincaro.

L’annuncio degli aumenti è il risultato di una tempesta che coinvolge l’intero settore tecnologico

SpazioGames.it riportata un’analisi lucida condotta dall’insider KeplerL2, una figura nota negli ambienti connessi ad AMD, che mette luce sulle ragioni dell’aumento dei prezzi. Viene evidenziato l’intero settore tecnologico che, a causa della tempesta che sta affrontando, giustifica e denota l’aumento dei pressi come una decisone tutt’altro che arbitraria. Pertanto, il primo fattore da considerare è proprio l’aumento dei costi delle componenti, nello specifico RAM e NAND. Questo, tuttavia, va poi sommato all’aumento della domanda di hardware da parte delle aziende occupate nell’intelligenza artificiale. La filiera produttiva conseguentemente è sotto pressione, portando così l’incremento dei prezzi di processori e GPU (Graphics Processing Unit).

Anche le prospettive future mettono in luce un livello di prezzi superiore, soprattutto nell’ottica della PlayStation 6. Secondo KeplerL2, quest’ultima potrebbe raggiungere un costo di produzione intorno ai 760 dollari. E l’idea che il mercato delle console possa continuare a reggersi sull’attuale equilibrio, già di per sé fragile, non sembra possibile ancora per molto. Se prima le aziende accettando di vendere hardware in perdita, recuperando poi attraverso la vendita di servizi e videogiochi, oggi appare improbabile. Ma non è tutto. Secondo Piers Harding-Rolls lo stesso destino toccherà anche ad altre console, come Xbox Series X/S di Microsoft e Nintendo Switch 2 di Nintendo.

Stefania Cirillo