Cronaca

Earth Day 2020: l’inquinamento può dirsi sconfitto?

Oggi, 22 aprile, è l’Earth Day 2020, ricorrenza che quest’anno festeggia il suo cinquantesimo anniversario. Istituita su spinta del New York Times come simbolo della lotta all’inquinamento, l’iniziativa mantiene tuttora il suo grande significato ed è un’occasione di riflessione sulle problematiche ambientali. Ma qual è la situazione a 50 anni dalla nascita della Giornata mondiale della Terra?

Uno scenario preoccupante

I dati fino a oggi collezionati sono agghiaccianti e, contrariamente a quanto si possa pensare, l’Europa non ne è esente. Basti pensare che secondo rilevazioni effettuate nel 2015, la Francia ha collezionato ben 3336 decessi per cause ambientali, rimanendo seconda solo all’India con le sue 4317 morti. Ma la situazione è destinata a peggiorare. Secondo il noto climatologo Filippo Giorgi, il Mediterraneo sarà una delle zone più colpite dal surriscaldamento climatico. “Il clima di Milano tra ottant’anni sarà uguale a quello che oggi c’è ad Algeri” ha affermato il ricercatore durante una delle sue conferenze. In soli cento anni si è assistito all’aumento della concentrazione di anidride carbonica e all’innalzamento della temperatura di 1.1 gradi: non esiste alcun processo in natura che comporti un cambiamento così drastico e rapido. E con l’aumento della concentrazione di gas serra sono arrivati anche lo scioglimento dei ghiacciai e della calotta artica, l’innalzamento del livello del mare e l’intensificazione del ciclo idrologico, come lo stesso Giorgi ha sottolineato. Se a questa tragica rappresentazione del nostro pianeta aggiungiamo anche la deforestazione, si può ben intendere quanto sia urgente trovare una soluzione. Dal 2016 al 2018 sono stati più di 21.000 i km quadrati di foresta amazzonica andata perduta, un trend in crescita rispetto agli anni precedenti. Non sono poi da dimenticare i terribili incendi che hanno coinvolto l’Australia, mietendo vittime tra la popolazione e la preziosa fauna selvatica.

Fonte: pixabay.com

Che cosa aspettarsi

Accanto alla devastazione ambientale, dovuta principalmente alle attività umane, nei prossimi anni si andrà incontro a un notevole aumento della popolazione mondiale. Attualmente la crescita globale si attesta intorno all’1,1%: ciò significa che ogni anno vi sono 75.000 individui in più. Con semplici calcoli, si può quindi prevedere che nel 2025 la popolazione mondiale conterà 8 miliardi di persone, fino ad arrivare ai 10 miliardi nel 2083. Ma in un mondo in cui le risorse sono in calo e il clima cambia drasticamente, non sarà possibile mantenere gli stili di vita attuali e persino l’assetto geopolitico potrebbe subire variazioni. “Un simile sconvolgimento del sistema porterà con sé la necessità di migrare verso zone più favorevoli, con disagi non trascurabili per l’intera popolazione mondiale“, ha dichiarato Filippo Giorgi. Eppure, c’è ancora un margine di speranza se riusciremo a concretizzare le misure necessarie, come il raggiungimento dell’efficienza energetica, l’abbattimento delle differenze socioeconomiche, la riduzione dei gas serra del 75-80% e l’adozione di energie rinnovabili e di una economia circolare e a km 0.

Fonte: pixabay.com

Earth Day 2020: un messaggio di speranza

Non tutto è perduto: negli ultimi giorni abbiamo assistito a un incredibile recupero della natura, dal ritorno dei delfini nel porto di Cagliari a un notevole miglioramento della qualità dell’aria. Talvolta, come l’attuale emergenza sanitaria ci ha dimostrato, è sufficiente farsi da parte e liberarsi del superfluo per raggiungere risultati rivoluzionari. E’ a questo che dobbiamo mirare e su cui dobbiamo riflettere oggi, nella cinquantesima Giornata mondiale della Terra, con la consapevolezza che la situazione sia grave, certo, ma con il desiderio di migliorare e fare la propria parte. Come? “Noi come cittadini abbiamo due grandi armi. Una è quella del voto: se questi temi interessano, chiedete ai vostri politici quali linee hanno intenzione di adottare – suggerisce Filippo Giorgi – La seconda è il consumo. Siamo in grado di decidere quale prodotto acquistare, possiamo fare ricerche su internet, leggere le etichette, quindi usiamo questo potere“.

Fonte: pixnio.com

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