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Aprile 15, 2021, giovedì

EDY: “Considero questo EP la colonna sonora del mio Lockdown”

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EDY, all’anagrafe Alessio Edy Grasso, è un compositore, autore, musicista e produttore. Durante il lockdown, mentre tutto il mondo della musica si è fermato, lui è riuscito a trovare l’ispirazione e a lavorare ad un EP che vede al suo interno 3 cover e un nuovo inedito dal titolo: “Chi ha sparato al Presidente?”. In attesa di poter ascoltare live il suo nuovo progetto e di vederlo sul palco con tutta la sua voglia di musica, noi lo abbiamo raggiunto per una piacevole intervista:

La nostra intervista con EDY

MM: Ciao EDY, come stai vivendo questo periodo duraturo di blocco del mondo della musica live?

E: «I primi mesi di lockdown mi sono “riposato”, dopo più di un anno di concerti per suonare in giro il mio primo album da solista “Variazioni”, quindi bene (compatibilmente con la preoccupazione per l’emergenza socio-sanitaria). Poi verso fine Aprile 2020 mi sono accorto di quanto fosse indeterminata la pausa e ho cominciato a soffrire anch’io questo “stand by” forzato. Ho provato ad accettare gli inviti a suonare on-line, diciamo che ne capivo lo “spirito” seppur non condividendone il risultato pratico, ma davvero con poca soddisfazione. La musica dal vivo mi manca da morire adesso. Mi manca in modo uguale suonare e andare a vedere un bel concerto (cosa che faccio abitualmente). Mi manca tutto, il pre, il live ed il post. Spero di poter ritornare presto a fare la cosa che mi piace più di tutti della musica, suonare dal vivo».

MM: “Chi ha sparato al Presidente?” è il tuo nuovo EP, cosa ci puoi raccontare di questo progetto?

E: «L’idea di lavorare alle canzoni che compongono l’EP mi è venuta proprio nel periodo che citavo prima. Quando le parole della canzone di Tenco “un giorno dopo l’altro e tutto come prima, domani sarà un giorno uguale a ieri” mi sono tornate in mente come un tormentone. E un motivo c’era, mi sembrava come se descrivessero esattamente il mio senso di reiterata quotidianità, di speranza tradita. Ho quindi deciso di iniziare a lavorare sulla canzone “Un giorno dopo l’altro”, coinvolgendo (a distanza) il resto della band e affidando la produzione a Matteo Scannicchio.

Il risultato mi ha convinto a proseguire e ho scelto una canzone che mi facesse venire in mente la città vuota, le lancette ferme… e un uomo disperato, come me in quel momento. Ecco la scelta di “Tutta mia la città”. A quel punto ho capito che stavo davvero suonando la colonna sonora del mio lockdown e ho deciso di inserire ancora una canzone che mi sa tanto di resilienza, di rabbia che ribolle: “Zeta Reticoli”. Brano generazionale dei Meganoidi, che ho avuto il piacere di stravolgere trasformandola in una preghiera moderna. A chiudere l’EP, o meglio ad aprirlo, visto che è anche la title-track, “Chi ha sparato al Presidente ?” canzone scritta da Matteo e Giorgio Maria Condemi per me. Canzone che parla anche della differenza fra chi vuole vivere la vita con coraggio, quasi arroganza, e chi invece viveva psicologicamente in lockdown anche prima del riposo forzato».

Edy - Danilo D'Auria - Foto ufficio stampa
Edy – Ph. Danilo D’Auria

MM: La canzone inedita dà il titolo al progetto: “Chi ha sparato al Presidente?”.  Ma chi è la tigre che spara e non smette di parlare?

E: «Ma soprattutto chi è il Presidente? Partiamo da li. Il Presidente è la parte più assertiva, pura, coraggiosa e imprevedibile, che sta dentro di noi. Il Presidente siamo tutti noi. E ogni giorno, sin dalla nostra nascita, convenzioni, regole sociali, pregiudizi, aspettative, attentano alla vita del Presidente. La Tigre, in questo caso rappresentata da una donna, è l’ennesimo soggetto che spara al Presidente. Il nostro eroe ha fatto notte brava e l’indomani (ancora con gli stessi vesti del giorno prima) si trova una Tigre sul divano pronta a sparare! Ma lui quello che sente non è un senso di colpa, piuttosto orgoglio e felicità per aver vissuto senza mezzi termini, senza compromessi. Tutti ci siamo trovati in questa situazione. I più “fortunati” anche più di una volta».  

MM: “Ho un odore di donna addosso e certamente tu non eri”, è una critica alle relazioni o una richiesta di amore?

E: «Direi una “necessità” primordiale di amore. Anche la coppia monogama è una convezione, alla quale tutti volontariamente aderiamo. In quel momento il Presidente ha l’incosciente coraggio di non nascondersi dalla Tigre sul divano».

MM: Nel brano emerge il declino della persona una volta perse delle certezze, è stato così anche per te?

E: «Io non vedo il declino della persona. Ma piuttosto l’esaltazione del personaggio. Lui non perde i punti di riferimento, tutt’altro: si lascia andare. Lo fa consapevolmente, gli dispiace forse un po’, ma in fondo è orgoglioso, sa di aver vissuto».

Edy – Chi ha sparato al presidente?

MM: Tre sono le cover, diverse tra loro, ma ugualmente belle. Cosa significano per te queste tre scelte?

E: «Le canzoni sono quasi venute da sole. Come ti dicevo “Un giorno dopo l’altro” è stata la prima. Le parole di Tenco sono per sempre. Lui è il cantautore italiano che meglio ha saputo cantare il dolore dell’anima. Sono entrato in punta di piedi nel brano. Ho cantato con rispetto, ma anche con la voglia di portare quella meravigliosa canzone nel 2021. “Tutta mia la città” è una canzone beat (ed io adoro quel mondo), mi dava la possibilità di giocare con le chitarre, mi andava di cantarla. Sapevo che era una scelta “rischiosa”, è una canzone che in passato è stata oggetto di altre cover.

Ma io credo di avere quel sound dentro, quindi ho voluto mantenere un’estetica vicina all’originale, ma con un graffio in più, dato appunto dalle chitarre avanti e dall’elettronica noise. Su “Zeta Reticoli” ho proprio deciso di andare “pesante”, basti pensare che non c’è un basso vero e che non ci sono chitarre distorte (per un brano che nella versione originale si fondava su questi due strumenti). Sono molto soddisfatto del risultato ottenuto. Credo di aver rispettato le 3 canzoni ma anche di averle rese un po’ mie».

MM: Questo EP è nato dal buio della situazione che stiamo – purtroppo – ancora vivendo?

E: «Purtroppo o per fortuna, si. Non era nei piani, 12 mesi fa, produrre questo EP. Stavo lavorando sul nuovo disco di inediti. Poi sono stato “chiamato” da queste canzoni e mi sono concesso una pausa dal lavoro che stavo facendo per dedicarmi all’EP. Certo che è stata una reazione a quello che ho vissuto. Considero questo EP la colonna sonora del mio Lockdown. In ogni caso, in questi giorni (durante la promozione dell’EP) ho già ripreso a lavorare sul nuovo disco di inediti».

MM: Come sarà il 2021 di EDY?

E: «Felice, lo voglio così. Continuerò a lavorare sulle nuove canzoni. Spero di farvi ascoltare qualcosa di nuovo prestissimo. Questa estate, se si potrà, tornerò a suonare live. Se no aspetterò il momento giusto. Perché una cosa è certa, io tornerò a suonare dal vivo e ad abbracciare il mio pubblico».

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