L’eleganza del cibo è un documentario maturo e ben costruito che ci porta in un viaggio attraverso l’autenticità dei saperi dell’agroalimentare e della moda, due grandi eccellenze del made in Italy.

Sabato 26 ottobre è stato proiettato al MAXXI all’interno della Festa del cinema di Roma, il documentario L’eleganza del cibo firmato dal giovane Dario Carrarini, un vasto curriculum che spazia dal videomaking alla scenografia. Qui, per la prima volta, è in veste di regista di un lungometraggio. Per il suo documentario si è ispirato alla mostra omonima curata da Stefano Dominella, patron della maison Gattinoni, presentata per la prima volta ai Mercati Trainei in occasione dell’Expo del 2015, e da lì in tantissime città del mondo, tra cui New York. Come la mostra, la pellicola si pone l’obiettivo di narrare, in maniera nuova e lontana da linguaggi più comuni e sdoganati, come nascono le eccellenze del nostro paese, grazie a uno sguardo verace e mai didascalico.

L'eleganza del cibo sfilata Guardini
Una sfilata di Tiziano Guardini. Immagine di TheFashionAtlas.com

Il documentario segue cinque storie

Sergio, pastore sardo trasferitosi a Bracciano. Sulle rive del famoso lago, grazie alla sua grande passione, è riuscito a ricreare il sapore del cacio fiore: un formaggio nato dal caglio vegetale del cardo, le cui origini risalgono all’antica Roma. Mauro, viticoltore dei Castelli Romani. Con la sua azienda a conduzione familiare produce vino, “poco ma buono”. Seguiamo la produzione dalla raccolta fino alla festa dell’uva di Marino. Tiziano Guardini, giovane stilista attento alla sostenibilità. I suoi capi, infatti, vengono realizzati in tessuti ecofriendly. Dal suo studio a Roma alla settimana della moda di Milano, dove assistiamo a una delle sue sfilate. Nella Sabina, invece, ci sono le olive e l’olio dei fratelli Gobbi. Un bel viaggio dall’uliveto al frantoio, intervallato dalla goliardia dei produttori. Infine c’è Tommaso, junior designer della maison Gattinoni. Il dietro le quinte di un importante atelier della moda capitolina, dove la modernità del design si fonde con la tradizione sacra, grazie alla vestizione della statua della Madonna del Carmine a Trastevere.

Dunque cibo e moda sono le colonne portanti del documentario

Alimentazione e vestiario, reale ed effimero. Due ambiti apparentemente distinti e, alcuni penserebbero, in antitesi. Eppure, la pellicola ci mostra quando siano simili: lavorazione, cura, professionalità. Le mani di un pastore che spingono la bocca di un agnellino verso le mammelle materne per allattarsi, si fondono con quelle di un giovane designer intento nella progettazione di un nuovo abito. Mani antiche, mani moderne, ma sempre abili arti seguaci di un sapere creatore.

L'eleganza del cigo Sergio Pitzalis Caciofiore
Sergio Pitzalis e durante la produzione del cacio fiore. Immagine di Ruminantia.it

L’eleganza del cibo presenta uno stile di regia decisamente particolare

Lontano dall’eccessivo didscalismo di alcuni prodotti, la macchina da presa è spalla, mai su un cavalletto (eccezion fatta per la sfilata di Guardini), e, soprattutto, non è il soggetto verso cui guardare per spiegare ciò che avviene davanti ai nostri occhi. Diventa, piuttosto, un personaggio che osserva, senza disturbare, la vita che scorre davanti. Lo spettatore è parte del gioco filmico, entra dentro la vita di ognuno dei protagonisti. Siamo anche noi lì, a raccogliere l’uva, siamo in un atelier. Quei vestiti, quei prodotti della terra, li tocchiamo anche noi. Grazie a questo espediente, ci viene restituita un’autenticità, una cura dei dettagli che spesso, nell’eccessiva corsa al didascalismo, si perde.

Un lavoro maturo e nuovo, drammaturgicamente impeccabile. Ognuno dei protagonisti ci viene presentato nel suo mondo ordinario pronto a partire per un’avventura, che sia una sfilata, una processione o la presentazione del proprio prodotto. Il raggiungimento di un obiettivo che soddisfa e non annoia il pubblico, portandolo a fare il tifo per il protagonista di turno e, quando si accendono le luci, per il regista.

L’opera è stata realizzata da ReDigital con il sostegno di Unindustria e Coldiretti Lazio, fondamentali realtà che hanno saputo mettere in contatto Carrarini con delle maestranze eccellenti presenti nella Regione Lazio.

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