Il magnate Elon Musk, attuale braccio destro del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha annunciato che dal prossimo mese ridurrà il suo impegno all’interno della nuova amministrazione, per tornare a dedicarsi quasi a tempo pieno alla gestione delle sue società. La rivelazione è stata fatta proprio durante un colloquio con gli investitori di Tesla, l’azienda di auto elettriche di sua proprietà, che nel primo trimestre del 2025 ha registrato risultati preoccupanti.

Da gennaio a marzo, infatti, Tesla ha riportato un calo del 71% di utili rispetto a quelli dello scorso anno; un crollo enorme che ha messo in allarme Musk, e che, con buone probabilità, è da ricondursi in parte proprio al suo crescente impegno politico. L’imprenditore resterà a capo del Dipartimento per l’Efficienza del Governo (DOGE) per «uno o due giorni a settimana, finché il presidente lo vorrà». Oltre a Tesla, il magnate possiede l’azienda spaziale SpaceX e il social network X (ex Twitter). Tuttavia, è Tesla ad averlo reso l’uomo più ricco del mondo: oltre il 60 per cento del suo patrimonio proviene dalle azioni della casa automobilistica.

Donald Trump aveva preannunciato il parziale ritiro di Elon Musk

Musk è a capo del DOGE con la qualifica di “impiegato speciale del governo”, una nomina che tli evita i controlli finanziari ai quali gli impiegati governativi devono sottoporsi obbligatoriamente. D’altro canto, però, tale qualifica gli permette di lavorare solo per centotrenta giorni l’anno e, ad oggi, ne sono già trascorsi più di novanta.

Lo stesso Trump, di recente, aveva anticipato una riduzione dell’impegno politico del suo collaboratore, nonché finanziatore della campagna elettorale. Queste erano state le sue parole: «Penso che Elon sia fantastico, ma ha un’azienda da portare avanti, anzi, delle aziende da portare avanti. Non abbiamo fretta, ma ci sarà un momento in cui Elon dovrà lasciare il governo».

Federica Checchia

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