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Emergenza coronavirus, Conte: con giuste condizioni, riaperture anticipate

Le prime riaperture dopo lo scatto dell’emergenza coronavirus hanno dato fiducia ai fautori della fine della quarantena, ma il premier non intende forzare i tempi. Previsti per questo mese un nuovo decreto economico e un confronto con il mondo sportivo

L’emergenza coronavirus è sotto controllo, ma non bisogna abbassare la guardia. Questo è il pensiero che trapela dall’intervista che il premier Conte ha rilasciato oggi al Fatto Quotidiano, nella quale non ha escluso eventuali riaperture anticipate:

“Riaperture anticipate nelle Regioni? Siccome ora ci sono soglie definite di allarme, siamo in condizione di studiare un’eventuale anticipazione delle aperture per ulteriori attività con differenziazioni geografiche. In presenza di un protocollo di sicurezza per spazi, ambienti e attività, si potrà decidere di anticipare le aperture di centri estetici, parrucchieri, ma anche teatri”

La giorno di riferimento rimane comunque il 18 maggio, prima del quale non saranno considerate ulteriori concessioni. La stessa cautela viene applicata in merito allo spostamento delle regioni, per i quale non è ancora stata fissata una data per lo sblocco. Motivo per il quale il suggerimento è quello di passare le ferie in loco.

Il decreto maggio e lo sport

Conte ha inoltre annunciato il Decreto Maggio, tramite il quale lo Stato interviene nell’edilizia, uno dei settori che più hanno sofferto l’emergenza coronavirus:

“Dopo i decreti Liquidità e Cura Italia, ci sarà il decreto Maggio che conto di chiudere entro la settimana e ammonterà a 55 miliardi. Il decreto Maggio conterrà una misura molto importante che consentirà a tutti i cittadini, attraverso il credito di imposta, di ristrutturare gli immobili per adeguarli alla normativa antisismica e per l’efficientamento energetico, a costo zero.”

È previsto anche un incontro con il mondo sportivo: da due giorni gli atleti professionisti e amatoriali hanno ripreso l’allenamento individuale, ma gli impianti sportivi sono aperti solo per coloro che si preparano per i Giochi olimpici e per gli atleti “di interesse nazionale”. La ripresa delle competizioni e la riapertura al pubblico di palestre, piscine e affini è ancora da definire.

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