Cultura

La sociologia secondo Émile Durkheim

Émile Durkheim è stato sociologo, filosofo e storico delle religioni, uno dei padri fondatori della moderna sociologia e il fondatore della rivista “L’Année sociologique”.

Émile Durkheim, uno dei padri fondatori della sociologia

Nasce il 15 aprile 1858 in una famiglia modesta di ebrei praticanti, il padre rabbino muore quando Émile era ancora ventenne e tutte le responsabilità iniziano a gravare su di lui. 

Émile Durkheim. Photo: Web.
Émile Durkheim. Photo: Web.

Comincia i suoi studi a Parigi e i suoi successi scolastici gli consentono di entrare all’École Normale Supérieure, dove studia filosofia.

Nell’analisi del mondo, vede uno stretto rapporto tra la religione e il gruppo sociale, rifacendosi alle teorie di Auguste Comte.

Oggi è considerato uno dei padri fondatori della sociologia, oltre a Marx e Weber.

Durkheim si concentrò molto sulle strutture sociali, il loro ruolo nella società e nel dimostrare l’influenza che queste esercitano sui singoli attori.

Nella teoria di Émile Durkheim i fatti sociali costituiscono l’oggetto della ricerca sociologica. È considerato fatto sociale:

Qualsiasi maniera di fare, fissata o meno, suscettibile di esercitare sull’individuo una costrizione esteriore; o anche (un modo di fare) che è generale nell’estensione di una data società pur possedendo una esistenza propria, indipendente dalle sue manifestazioni individuali.

Ricordato per la sua opera “Il suicidio”, pubblicata nel 1897, rappresenta la prima ricerca sociale basata su un metodo empirico. Il tema è abbastanza forte ma anche provocatorio.

Il suicidio, infatti, non è un semplice atto personale ma è un anche fenomeno sociale, suddividendolo in quattro microclassi: suicidio egoistico, suicidio altruistico, suicidio anomico e fatalistico. Durkheim puntava a dimostrare l’importanza della sociologia dandone una spiegazione sociale.

Il suicidio. Photo: Web.
Il suicidio. Photo: Web.

Lo scoppio della prima guerra mondiale, la morte del suo unico figlio sul fronte balcanico e le accuse dei nazionalisti, che gli rinfacciavano di essere di estrazione tedesca, gettarono il sociologo in un grave stato emotivo, primo stadio di un ictus che ne causa la morte il 15 novembre 1917.

Serena Votano

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