Le dichiarazioni pronunciate ad Arezzo hanno riportato Enzo Iacchetti al centro del dibattito pubblico. L’attore e conduttore di Striscia la Notizia è intervenuto durante la rassegna Naturalmente Pianoforte, in un incontro con il giornalista Andrea Scanzi, affrontando temi politici, la guerra in Medio Oriente e la sanità italiana. Un intervento che si inserisce in una lunga serie di prese di posizione che negli ultimi mesi hanno già alimentato forti polemiche. Nel corso della serata Iacchetti ha rivendicato il proprio orientamento politico definendosi un «militante comunista» e ha rivolto dure critiche al governo guidato da Giorgia Meloni. Tra i passaggi che hanno suscitato maggiore clamore c’è quello dedicato al ministro della Salute Orazio Schillaci
Iacchetti si è scagliato contro il ministro Orazio Schillaci così: “Vorrei vedere il ministro della Sanità andare in ospedale e avere bisogno di una TAC o di una risonanza magnetica e sentirsi rispondere: ‘Ci dispiace, la prima libera è tra otto mesi’. E allora voglio vederlo morire prima come succede in tanti casi”. Una frase pesantissima che ha scatenato una bufera social.
Sul generale Roberto Vannacci, Iacchetti è stato netto: «Vorrei che i pomodori in Puglia in agosto venissero raccolti da quelli che vogliono la remigrazione. Io vorrei vedere la faccia di Vannacci sudare a un euro netto all’ora. E vorrei vederlo asfaltare le strade di notte a 40 gradi, perché io non vedo mai un bianco farlo. Non c’è un bianco che asfalta le strade di notte a 40 gradi». Nel mirino del conduttore anche il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Secondo il conduttore il leader leghista dovrebbe sperimentare in prima persona i disagi vissuti quotidianamente dai pendolari, immaginandolo su un treno dell’alta velocità fermo per ore, senza aria condizionata, in una carrozza di seconda classe.
Il comico ha rivolto un attacco politico anche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, tornando sul conflitto nella Striscia di Gaza. Iacchetti ha detto di immaginare un futuro in cui la figlia della premier possa chiederle conto del silenzio che, a suo giudizio, il governo italiano avrebbe mantenuto di fronte alle vittime civili del conflitto. «Sogno quel momento», ha concluso, aggiungendo con una battuta che probabilmente lui, tra vent’anni, «sarà già all’inferno».





