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Epatite anomala, il primo caso sospetto in Italia

Si registra a Milano il primo caso sospetto di epatite anomala. Un bambino di quattro anni è ora sottoposto ad accertamenti all’ospedale San Paolo di Milano per verificare il contagio. Il bimbo era arrivato in ospedale nei giorni scorsi presentando un colorito giallognolo e i valori del fegato molto alterati. Il direttore di Pediatria e Patologia Naonatale del San Paolo Giuseppe Banderali rassicura però, il bimbo “sta molto meglio rispetto a quando è entrato”.

Il bambino è sotto sorveglianza ma senza alcun tipo di allarmismo da parte dei medici. La sorveglianza è necessaria affinché anche un caso singolo possa esser messo in relazione con un caso analogo in un altro Paese, con lo scopo di ricercare le eventuali cause comuni. I medici intanto sospettano possa trattarsi di un altro caso di epatite acuta scatenata da causa sconosciuta. A Bergamo infatti la malattia è già stata confermata ad altri due bambini, attualmente in cura all’ospedale Papa Giovanni XXIII. Uno dei due pazienti è anche stato sottoposto ad un trapianto di fegato.

Epatite anomala in Gran Bretagna

I medici italiani dichiarano di non essere di fronte ad un’entità nosologica sconosciuta e mai individuata. Banderali in particolare ha ricordato che “sulla base dei dati che sono stati riportati in Gran Bretagna è partita una sorveglianza internazionale”. L’Italia e i suoi medici non sono in una fase di allarmismo ma “nella fase di sorveglianza, come è gusto che accada non appena arriva la notifica da un Paese anche lontano di un caso particolare”. La sorveglianza è quindi volta a tranquillizzare la popolazione.

Ginevra Mattei

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