Cultura

Esplorando Mozart: il Quartetto di Cremona in concerto alla Sapienza

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Il Quartetto di Cremona in concerto alla Sapienza per il secondo appuntamento del ciclo “Esplorando Mozart”

Il Quartetto di Cremona, per il suo secondo appuntamento di Esplorando Mozart alla Sapienza, propone un tris di quartetti particolarmente importanti relativamente ai periodi di composizione.

Esplorando Mozart: il Quartetto di Cremona in concerto alla Sapienza
(Quartetto di Cremona, fonte: immagine web)

In apertura troviamo infatti il Quartetto n.23 in Fa Maggiore K590, l’ultimo quartetto scritto da Mozart e parte del tris di quartetti composti tra il 1789 e il 1790 e denominati Quartetti Prussiani, poiché composti in seguito al suo viaggio a Praga.

Mozart, ormai sul lastrico, riuscì a vendere il K 590 ad un prezzo irrisorio, solo per poter avere in mano qualche soldo, e sebbene fossero scritti per il Re Federico Guglielmo II, violoncellista dilettante, vennero pubblicati postumi e senza alcuna dedica.

Il K 590, così come il K 589, proposti entrambi stasera, fanno parte dei Quartetti Prussiani, eppure è facile denotare evidenti distinzioni tra le due composizioni.

Il K 589, in Sib Maggiore, è arricchito dalla scrittura polifonico-contrappuntistica, conseguente alla riscoperta della lezione bachiana, mentre nel K 590, in Fa Maggiore, prende definita rilevanza l’alternanza tra gioco contrappuntistico e la melodia liederistica.

Fondamentale è la rilevanza tematica del violoncello con stesura virtuosistica, in onore appunto del Re Federico Guglielmo II, in accordo con le capacità di conciliare il facile ed il difficile propria dell’ultimo Mozart.

Esplorando Mozart: il Quartetto di Cremona in concerto alla Sapienza
(W. A. Mozart, fonte: immagine web)

Gli ultimi anni di uno dei compositori più grandi di tutti i tempi non possono essere purtroppo immaginati in maniera positiva, ma questo non traspare in alcuna maniera dalla sua arte, come fa notare Samuel Bellow in una sua conferenza: Mozart non si occupa di sè, piuttosto è assorto in ciò per cui è nato.

In degna chiusura di questo secondo appuntamento del Quartetto di Cremona, ci viene proposto il Quartetto n. 20 in Re Maggiore K 499, anche chiamato Hoffmeister, dal nome dell’editore che lo pubblicò a Vienna nel 1786.

Il Quartetto Hoffmeister si trova a metà strada tra i Quartetti dedicati ad Haydn, rappresentanti il primo lavoro compositivo di Mozart in questo genere, e i Quartetti Prussiani, gli ultimi quartetti composti, ci cui abbiamo parlato prima.

Le caratteristiche più interessanti di questo quartetto sono due: in primo luogo la scelta della viola come strumento in evidenza, soprattutto nella sua tessitura acuta, successivamente è da notare la tonalità selezionata per questa composizione: Re Maggiore.

La tonalità del Re Maggiore è sempre stata usata per composizioni trionfali, inni, marce: si sposa con trombe, corni ed un’atmosfera festosa.

Fu Leopold Mozart ad invitare il figlio ad una composizione in Re Maggiore per la famiglia Haffner, non valutando che in ambito cameristico questa tonalità è facilmente propensa al bilico tra il festoso ed il dubbioso. L’ambiguità del Re Maggiore incontra quindi l’abilità di Mozart, che decide di sfruttare questa sottile linea di divisione a suo favore, proponendo un sottile gioco da vero equilibrista tra le due tematiche avverse.

Esplorando Mozart: il Quartetto di Cremona in concerto alla Sapienza
(Quartetto di Cremona, fonte: immagine web)

In questo secondo appuntamento, il Quartetto di Cremona, orgoglio della musica italiana nel mondo, ci soddisfa con una selezione straordinaria del compositore salisburghese, del quale ci permette con l’occasione, di festeggiarne l’anniversario della nascita, il 27 Gennaio 1756.

Eleonora Giulia Meloni

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