Calcio

Euro 2020, Germania: un’occasione per rilanciarsi in Europa

Adv

La Germania di Joachim Low si prepara all’esordio in Euro 2020: i tedeschi, inseriti nel girone F, se la vedranno inizialmente con Francia, Portogallo ed Ungheria. Dopo la delusione del Mondiale di Russia, quella dell’Europeo è, per i teutonici, l’occasione giusta per rilanciarsi.

Era il 27 giugno 2018 quando il triplice fischio del Sig. Geiger sancì la fine di Corea del Sud-Germania 2-0 e quindi dell’avventura tedesca nel Mondiale di Russia. Una sconfitta clamorosa che portò all’eliminazione, alla fase a gironi, di quella che allora era la Nazionale campione del Mondo in carica. Un’eliminazione, sancita dall’ultimo posto nel girone F alle spalle di Corea del Sud, Messico e Svezia, figlia probabilmente di un appagamento raggiunto con le vittorie del Mondiale brasiliano nel 2014 e della Confederations Cup nel 2017. Nel mezzo, ovviamente, anche l’Europeo francese del 2016 interrottosi in semifinale dopo la sconfitta per 2-0 contro i padroni di casa della Francia.

La Germania, come altre Nazionali in passato (vedasi il Belgio ad esempio), sta attraversando quella fase di transizione caratterizzata, ora come ora, dalla commistione tra vecchia guardia (Neur, Kroos, Hummels, Muller, Gundogan) e nuova scuola (Werner, Havertz, Sané, Goretzka, Kimmich, Gnabry, Musiala). Una commistione, una mescolanza di esperienza e spensierato talento che il popolo tedesco spera possa riportare in terra teutonica un titolo europeo che manca addirittura dal 1996.

Euro 2020, Germania: il percorso di qualificazione

Qualificarsi alla fase finale di una competizione internazionale, che sia un Mondiale od un Europeo, è sempre soddisfacente, anche se ti chiami Germania e nella tua bacheca hai 4 Mondiali, 3 Europei e 1 Confederations Cup. Un percorso di qualificazione ovviamente non complicatissimo per i tedeschi che, eccezion fatta per l’Olanda, non hanno dovuto sudare più di tanto per conquistare il 1° posto nel Gruppo C di qualificazione davanti agli stessi olandesi e alle modeste Irlanda del Nord, Bielorussia ed Estonia.

21 punti conquistati, sui 24 disponibili, frutto di 7 vittorie ed una sola sconfitta (Germania-Olanda 2-4 del 6 settembre 2019): questo lo straordinario rendimento di un gruppo capace di segnare 30 gol e subirne appena 7 (miglior attacco del girone e miglior difesa a pari merito con l’Olanda). Sugli scudi, durante il percorso di qualificazione, l’attaccante del Bayern Monaco, Serge Gnabry autore di 8 reti che gli hanno permesso di vincere il titolo di capocannoniere del raggruppamento (5° nella classifica generale alle spalle di Kane, Zahavi, Cristiano Ronaldo, Pukki, Mitrovic e Dzjuba).

Germania, Low: conquistare Euro 2020 per chiudere il cerchio prima dell’avvento di Flick

La forza della Germania risiede sicuramente nella compattezza del gruppo e nel talento eccelso di alcuni singoli che le hanno permesso di confermarsi, nel corso degli anni, come una delle Nazionali più forti dell’intero panorama calcistico mondiale. Forza, esperienza e talento che, se messi nelle mani di un allenatore competente, possono portare alla conquista di quei titoli che tutti vorrebbero vincere almeno una volta nella vita. E competenza è sicuramente il termine giusto per definire Joachim Low, tecnico classe ’60 che nel 2006, dopo il terzo posto nel Mondiale casalingo vinto dall’Italia, sostituì il dimissionario Jurgen Klinsmann dando inizio ad un periodo più o meno positivo che vide i tedeschi arrivare secondi ad Euro 2008, terzi a Sudafrica 2010 ed in semifinale ad Euro 2012. Esperienze senza trionfi, ma comunque lodevoli, che gettarono le basi per le vittorie nel Mondiale brasiliano del 2014 e nella Confederations Cup del 2017.

Affermazioni tuttavia non confermate nel successivo Mondiale russo del 2018 in cui la Mannschaft, nonostante le forti aspettative della vigilia che la candidavano alla vittoria finale, deluse amaramente arrivando ultima in un girone certamente non irresistibile comprendente anche Corea del Sud, Messico e Svezia. Una brutta figura che indusse molti a pensare che quella con la Corea del Sud del 27 giugno 2018 sarebbe stata l’ultima partita di Joachim Low sulla panchina teutonica. Dopo dodici anni, un Mondiale e una Confederations Cup, il tecnico ex Austria Vienna e Stoccarda avrebbe infatti potuto dire addio in grande stile a prescindere dalle decisioni della federazione la quale, nei giorni successivi alla disfatta con la Corea del Sud, sorprese tutti facendo sapere di averlo confermato alla guida della Nazionale almeno fino ad Euro 2020. Competizione, quest’ultima, che diviene quindi ora l’ultimo obiettivo da conquistare per Low che, a partire dal prossimo 1° agosto, cederà il testimone al nuovo commissario tecnico, Hans-Dieter Flick.

I punti di forza della Germania: Neur e Kroos gli intoccabili, Havertz la stella. C’è anche il giovane Musiala

Se la Francia è quella che, almeno sulla carta, sembra avere la rosa più forte di tutte le 24 partecipanti ad Euro 2020, quella della Germania non è comunque da sottovalutare. Come detto in apertura infatti, i tedeschi possono contare sulla giusta mescolanza tra esperienza e giovinezza che, grazie anche al sapere tecnico-tattico di Low, potrebbe giocare un ruolo chiave nel percorso che porta alla vittoria.

I punti fermi della Mannschaft sono ovviamente i senatori Manuel Neuer e Toni Kroos che, insieme ad altri intoccabili come Hummels e Muller, rappresentano la colonna portante di una squadra che punterà a tornare sul tetto d’Europa a distanza di 25 anni dall’ultima volta. I “vecchi” dovranno quindi guidare i giovani: il cammino dei teutonici ad Euro 2020 passerà infatti soprattutto dai gol di Havertz e Werner i quali, freschi di Champions League col Chelsea, saranno le prime scelte di Low che, al contempo, potrà contare anche su gente valida come Gnabry e il giovane Musiala.

Il resto della squadra poi, seppur non menzionato, è pieno zeppo di elementi con una “discreta” esperienza a livello internazionale da fare invidia alle altre candidate alla vittoria finale; la squadra, insomma, c’è. Low ha sicuramente tutte le carte in regola per portare a casa l’Europeo, ma la “guerra”, che per i tedeschi inizierà martedì 15 giugno, si preannuncia durissima.

ARTICOLO PRECEDENTE

AUTORE: Nicola Patrissi

Adv
Adv
Adv
Back to top button