La stagione europea della Roma si apre sotto il segno dell’ambizione, con Gian Piero Gasperini chiamato a guidare una nuova fase tecnica e sportiva del club. Subentrato a luglio sulla panchina giallorossa, l’allenatore piemontese porta con sé un curriculum costruito su idee tattiche moderne, capacità di valorizzazione della rosa e un recente successo internazionale che ne rafforza la credibilità. La Roma si presenta ai nastri di partenza dell’edizione 2024-2025 dell’Europa League con un rinnovato spirito, dopo aver centrato la qualificazione solo nelle ultime giornate della scorsa Serie A. Le difficoltà dell’annata precedente, tuttavia, sembrano ora lasciate alle spalle. L’obiettivo non è partecipare senza grandissime ambizioni, ma contendere il trofeo fino all’ultimo, inseguendo concretamente il sogno di un trionfo europeo sotto una nuova guida tecnica.

Il precedente con l’Atalanta

Nel contesto attuale, il passato recente di Gasperini rappresenta un solido deterrente per gli scettici: in un’ipotetica stagione 2023-2024, l’allenatore aveva già condotto l’Atalanta al trionfo nell’Europa League, dimostrando capacità di gestire pressioni continentali, calibrare tattiche e far emergere una mentalità vincente nel gruppo. Questo precedente fornisce a Roma un bagaglio d’esperienza di assoluto rilievo, fondamentale per affrontare fasi ad eliminazione diretta. Oggi i principali ostacoli rispondono ai nomi di Aston Villa e Porto, che sono chiaramente tra le formazioni più attrezzate di questa edizione del torneo, ma a giudicare dai calciofili italiani e dalle quote sulla vincente dell’Europa League la Roma ha tutte le carte in regola per arrivare in fondo alla competizione e rinnovare la propria bacheca, che non viene aggiornata dal giorno del successo in Conference, a maggio 2022.

Impronta tattica europea

La stagione domestica della Roma conferma un salto di qualità nella gestione della rosa e nella solidità del sistema di gioco. Il modello tattico adottato da Gasperini privilegia velocità, aggressività e transizioni rapide elementi che paiono adattarsi perfettamente alle dinamiche tipiche dell’Europa League. Questo approccio consente alla squadra di mantenere sia compattezza difensiva che imprevedibilità offensiva, anche se proprio qui la Roma deve migliorare, diventando più pericolosa e creando più occasioni. La credibilità in campionato si traduce così in fiducia internazionale, e la squadra appare pronta a reggere il confronto con le grandi d’Europa grazie a un equilibrio strutturale e a una mentalità assertiva.

Valorizzazione dei singoli, forza di squadra

Uno degli aspetti più pregnanti dell’attuale ciclo romanista con Gasperini riguarda la capacità di valorizzare sia i singoli giocatori sia il collettivo, anche quando le premesse estive apparivano critiche. Alcuni elementi come Lorenzo Pellegrini e Artem Dovbyk, inizialmente dati in uscita, sono stati reintegrati e rilanciati in un contesto di fiducia e chiarimento dei ruoli. Questo processo testimonia non soltanto un’ottima gestione umana e psicologica della squadra, ma anche una visione strategica: recuperare giocatori importanti significa ampliare le opzioni di rotazione, aumentare la profondità della rosa e stimolare un sano clima competitivo interno. Il risultato è un gruppo coeso, motivato e pronto a dare il massimo in tutte le competizioni, con la consapevolezza che ogni pedina può risultare decisiva.