Chiara Ferragni è stata prosciolta con la formula del “non luogo a procedere per accettazione di remissione di querele”: in sintesi, essendo stato ritirata la querela da parte del Codacons, è caduta l’aggravante rendendo la truffa (semplice) non più procedibile d’ufficio. Insieme a lei sono stati prosciolti anche l’ex braccio destro Fabio Maria Damato per il quale era stata chiesta una condanna a un anno e otto mesi e il presidente del cda di Cerealitalia, Francesco Cannillo (per lui la richiesta era stata di un anno
Fabio Maria Damato ha rotto il silenzio dopo la sentenza che mette un punto definitivo al Pandoro gate. «Sono stati due anni di estremo dolore, sofferenza e spaesamento. Due anni di vita in sospeso dove in troppi hanno detto tutto, spesso senza sapere niente. Il mio silenzio autoimposto é stata la prova più dura di rispetto verso le autorità competenti e verso tutte le persone coinvolte nella vicenda», inizia così il lungo sfogo dell’ex manager di Chiara Ferragni.
«La mia onestà e la correttezza umana che ho dimostrato sempre nel mio percorso di vita e di lavoro oggi sono state restaurate – continua -. Ho sempre creduto nella giustizia e oggi sono orgoglioso che la giustizia sia stata ristabilita».
Poi una frase che sembra una frecciata all’ex amica Chiara Ferragni: «Ci sono voluti anni per costruire una storia imprenditoriale e socio-culturale pionieristica studiata anche all’estero. Peccato aver voluto cancellare tutto in un soffio».
Accanto a lui durante questi due anni molto difficili, la sua famiglia e gli ex colleghi: «Ringrazio tutte gli ex colleghi che in questi anni mi hanno dimostrato rispetto, stima e sopratutto affetto. Grazie agli amici di sempre, vicini da sempre e per sempre. Grazie alla mia famiglia travolta da una morbosità disumana».
Infine, il messaggio per il papà: «Questa storia di resilienza e dignità la dedico alla memoria del mio papà».





