Se esiste un giocatore difficile da catalogare, un personaggio in grado di mutare il suo tennis e renderlo qualcosa di indecifrabile, quello è Fabrice Santoro. Originario di Tahiti, Santoro ha appassionato diverse generazioni di tifosi dal suo passaggio a professionista nel 1989 all’ultimo incontro ufficiale disputato nel 2010. Il giocatore francese, soprannominato “the magician” (il mago) per le sue soluzioni imprevedibili e i tocchi di palla pazzeschi, oggi spegne 48 candeline.
Le magie di Santoro
Perché in tanti hanno ben in mente le imprese di Fabrice Santoro? Perché addirittura viene ricordato più di altri giocatori arrivati sicuramente più in alto in classifica? Esiste una semplice motivazione: prima ancora di essere un match da vincere, ogni partita di Santoro è uno spettacolo unico e irripetibile. Di certo, un giocatore senza particolari caratteristiche fisiche, che affronta i migliori del mondo dal suo metro e 77, qualcosa deve pur inventarsi per emergere. E così, il francese gioca sia dritto che rovescio a due mani, lavora tantissimo la palla per cambiare ritmo a suon di slice, top spin ed entrate in anticipo.
Basti pensare che un tennista del calibro di Marat Safin è riuscito a batterlo soltanto due volte in nove incontri, non capendo quasi mai come controbattere alle invenzioni uscite dal cilindro di Santoro. Tuttavia, solo nel 2002, dopo un incontro a Indian Wells, Pete Sampras riesce a dare un nome a Fabrice come tennista. Lo fa ricadere in una categoria comunque evanescente, effimera, quella della magia. Lo definisce un “mago”.
I successi
Con uno stile così personale, atipico, Santoro si è fatto spazio nel grande tennis, ma non è mai riuscito ad ottenere grandissimi successi in singolare. Certo, può vantare vittorie su tennisti del calibro di Agassi, Federer, Sampras, Safin, Moya, eppure non ha mai superato il numero 17 nella classifica mondiale. L’unico quarto raggiunto in uno slam risale al 2006, quando già trentaduenne, gareggia agli Australian Open. In totale ha conquistato 6 titoli ATP. Tuttavia, Santoro dimostra di meritare un posto tra i grandi nella specialità del doppio: possiede 24 titoli, di cui 3 vittorie slam. Due slam sono condivisi con il connazionale Michael Llodra (Australian Open 2003 e 2004), mentre l’altra vittoria slam risale al 2005 e si tratta del Roland Garros, conquistato in doppio misto con Daniela Hantuchova.
Un altro importante traguardo nella carriera del mago è la vittoria in Coppa Davis nel 2001 a Melbourne. Il team francese conquista l’insalatiera d’argento contro l’Australia. Come ha giustamente detto anche Andre Agassi: “Per veder giocare Fabrice il prezzo del biglietto non è ancora stato stabilito”. Infatti, anche dopo il ritiro, annunciato nel 2009, ma di fatto avvenuto nel 2010 dopo la sconfitta agli Australian Open contro Marin Cilic, sono tanti i fan che conservano il ricordo del mago e ne rivivono le prodezze nei diversi video online. Oggi Santoro continua la sua carriera come coach.
Auguri a “the Magician”!
Silvia Antonini





