Cinema

“Fantozzi va in pensione”: Neri Parenti fa commuovere con Paolo Villaggio stasera in tv

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Non più il grigiore della Megaditta davanti gli occhi. La rispettabilissima società ItalPetrolCemeTermoTessilFarmoMetalChimica, e il suo palazzone confinato, per l’episodio, negli ex Studi De Laurentiis (Dinocittà) situati a Castel Romano, manda in pensione il ragioniere Ugo Fantozzi. Stasera in tv “Fantozzi va in pensione“: la tragedia delle sue mattinate, ‘Caffè, barba e bidè’, s’interrompe per incanto.

“Ogni anno all’inizio della primavera il lavoro della Megaditta veniva sospeso perché tutti gli impiegati potessero assistere in un mistico silenzio alla gioiosa cerimonia di addio ai colleghi pensionandi. Era timonata dal MegaPresidente Galattico in persona, il Duca Conte, Lup. Man., Gran Ladr., Farabut., Multinaz., Figl. di Putt., Francesco Maria Barambani”. E il ragioniere, aveva lavorato per un mese rubando sonno alle notti, per preparare un agghiacciante discorso di addio.

Fantozzi e ozi

Fantozzi va in pensione” del 1988, è diretto da Neri Parenti, e stasera in tv assisteremo alla vita di Fantozzi (Paolo Villaggio) vista nel privato. Non più schiavizzato dai colleghi di lavoro, passa le giornate a casa, annoiandosi terribilmente. Un velo di insolita, e passeggera, malinconia, sembra avvolgere questo episodio. Ugo proverà a sconfiggere l’apatia tentando di aggiustare l’antenna sul terrazzo; ad aiutare la Pina (Milena Vukotic), nella classica spesa al mercato, tra i banchi di via Tito Speri a Roma, vicino Piazza Mazzini, parcheggiando la Bianchina in via Luigi Settembrini. Convincerà la moglie ad andare al cinema di mattina. Ma trovando un film porno, i due vengono scambiati per maniaci. “Le casalingue” era proiettato al Cinema Splendid di Roma, all’epoca un vero cinema a luci rosse.

Su suggerimento della moglie e di una psicologa della mutua, arriva a domicilio un enorme San Bernardo, che diventa in poco tempo il padrone della casa. Si trasforma in un terrificante cane da battaglia che detta condizioni precise: mangiare a capo tavola, cinque pasti al giorno come un inglese, uso esclusivo del videoregistratore con “Lilli e il vagabondo”, e “La carica dei 101”. In più Fantozzi aveva commesso l’errore di mettergli la cuccia in bagno. 

Il dolce far niente va in pensione

Il supermercato dove Fantozzi incontra dopo tanto tempo la signorina Silvani (Anna Mazzamauro), che lo inviterà a casa sua, era una filiale dei magazzini che si chiamavano ancora Standa (oggi Oviesse/Conad), situata in Viale dell’Oceano Atlantico a Roma. La gita alle Grotte di Postumia, dove Filini fa da guida, luogo in cui Fantozzi si perde e ne uscirà dopo 81 giorni, è in realtà ambientata alle Grotte di Pastena, in provincia di Frosinone. Scelte come set anche da Alberto Sordi per il film “Sono un fenomeno paranormale” e per alcune scene di “Un passo dal cielo”, la serie tv con Terence Hill. “Questo è il cuore di Postumia, il Sancta Sanctorum… Questa è la Regina delle Stalattiti. Oh, meraviglia delle meraviglie, pensare che da sei milioni di anni tu pendi da lassù e mai, mai cadrai!…”

Tenero, umano, balbuziente, in un finale melodrammatico. Ed è qualcosa che sorprende lo spettatore, abituato a ridere del suo ‘rutto libero’ in canottiera, di meno sentimentalismo. La nostalgia lo riporterà al suo, seppur mediocre, amato lavoro. ‘Bei tempi’ quando era seduto alla scrivania, sulla poltrona di pelle umana.

Federica De Candia per MMI e Metropolitan Cinema. Seguici

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