I Fratelli Coen non hanno mai davvero sbagliato un colpo con le loro sceneggiature da strapazzo, e la loro magnetica regia. Ma con Fargo, hanno davvero esagerato. Quel paesaggio innevato che inonda le inquadrature di bianco, e quei personaggi un po’ fantocci che ne combinano di tutti i colori, con la polizia alle calcagna, ci è rimasto sotto la pelle. L’8 marzo Fargo, il capolavoro del 1996, vincitore di due Premi Oscar, ha compiuto 30 anni. Probabilmente le curiosità sul film che abbiamo raccolto per celebrarne l’anniversario, non le conoscevate.

1. Una storia vera?

L’ 8 marzo 1996 usciva nelle sale Fargo, scritto e diretto dai Fratelli Coen. Quel duo folle e geniale che ha diretto anche Il Grande Lebowsky e Non è un Paese per vecchi. Il film inizia con l’incipit: “Basato su fatti realmente accaduti”. E’ davvero così? In realtà si tratta di una trovata dei Coen. Gli stessi attori scoprirono che i fatti narrati erano inventati soltanto dopo tre settimane dall’avvio delle riprese.

Stessa operazione di finzione operata per il nome del montatore che figura nei titoli di coda. “Roderick Yanes”, si legge per il montaggio. E invece la cucitura tanto frenetica e meticolosa è opera, anche questa, dei fratelli Coen. Burattinai scaltri e registi ineccepibili, che manipolano il reale, interno ed esterno alle loro opere.

2. Francis Mcdormand e la ‘scomoda’ gravidanza

Sappiamo che una delle protagoniste, se non il personaggio più affascinante di Fargo, la poliziotta interpretata da Francis Mcdormand, ha avuto un problemi tecnico durante le riprese. Bisogna simulare lo stato di gravidanza della poliziotta, e per farlo l’attrice portava un cuscino. Non un accessorio facile da portare, che causò all’attrice Premio Oscar, una camminata claudicante. Questo disagio è divenuto un tratto distintivo del personaggio, ma nessuno sa che non ci fosse nulla di simulato nella camminata. Semplice scomodità da ‘cuscino da dolce attesa’.

3. Il Biondo di Fargo


Un effetto inatteso della popolarità del film riguardò Peter Stormare, che per molto tempo venne riconosciuto dal pubblico semplicemente come “il biondo di Fargo”. L’etichetta gli rimase talmente addosso da spingerlo a scherzarci sopra, battezzando la propria band, di cui era frontman, con il nome Blond From Fargo.

4. Ci sono dei soldi sotto neve?

Il riconoscimento istituzionale del film arrivò nel 2006, quando il film fu selezionato per la conservazione nel National Film Registry della Library of Congress, archivio che tutela le opere considerate di particolare rilievo culturale, storico o estetico per gli Stati Uniti. La sua fama generò persino una vicenda reale dai contorni tragici, raccontata nel film Kumiko, the Treasure Hunter (2014), co-scritto e diretto da David Zellner: la pellicola narra la storia di una giovane giapponese che, convinta che la trama di Fargo fosse vera, si reca negli Stati Uniti alla ricerca della valigetta di denaro nascosta nel racconto cinematografico, incontrando una serie di avversità e concludendosi con un finale a metà tra il tragico e l’onirico.

5. L’ambientazione

Il film è stato girato interamente in Minnesota, e per rendere credibile l’accento locale il cast si esercitò studiando il manuale linguistico How to Talk in Minnesota. Nonostante il titolo, però, la troupe non ha mai realizzato alcuna scena nella città di Fargo, che resta quindi solo un riferimento narrativo.

E voi queste curiosità le sapevate? Fargo resta uno dei capolavori indiscussi del cinema contemporaneo, capace di affascinarci e divertirci, in quel pastiche coeniano di cupa ironia e thriller investigativo.

Doriana Gatta