Hanno diviso gli appassionati per anni, si sono spartiti titoli e trofei, hanno creato una frattura tra il tennis prima e dopo di loro. Federer e Nadal il 2 maggio di tredici anni fa hanno addirittura spaccato in due il campo di gara. Da una parte l’erba cara allo svizzero, dall’altra la terra rossa dello spagnolo. In mezzo la rete. Fu ribattezzata la battaglia delle superfici. Era il 2007 e i due campioni erano imbattibili nei rispettivi regni. Roger veniva da 48 match vinti consecutivamente sull’erba. Rafa, addirittura, aveva messo in fila 72 partite sul rosso. Avrebbe interrotto il record due settimane dopo ad Amburgo, proprio contro Federer.
La realizzazione del match di esibizione non fu nemmeno semplice. La sede scelta fu quella di Maiorca, casa Nadal. Per recuperare l’erba necessaria, dapprima fu portato il manto direttamente da Wimbledon, poi a causa del clima secco che aveva rovinato la superficie si prelevò l’erba di un vicino campo da golf. La preparazione durò 19 giorni e ci vollero ben 1,63 milioni di dollari. Ma era troppa la voglia di veder di fronte i due eroi del tennis contemporaneo. Troppa la tentazione di trovare un sistema inconfutabile per stabilire definitivamente il primato tra di loro.
Federer-Nadal, una sfida lunga quindici anni
A così tanti anni d distanza stupisce che siano ancora loro le stelle di prima grandezza del tennis mondiale. Quaranta confronti diretti in singolare. La prima volta a Miami nel 2004. Il semisconosciuto diciassettenne Nadal si impose a sorpresa contro quello che era il numero uno al mondo. La rivincita avvenne l’anno successivo sempre nel torneo della Florida con il successo di Federer in finale al quinto set. Nel complesso Nadal è in vantaggio 26-14 nel computo delle gare totali. Dominio costruito soprattutto sulla terra (14-2). Il cemento (11-9) e l’erba (3-1) vedono invece avanti Federer. L’ultimo confronto si giocò lo scorso anno in semifinale a Wimbledon e, neanche a dirlo, fu lo svizzero a trionfare per poi doversi inchinare a Djokovic in finale.
Proprio Djokovic è il terzo cateto di un triangolo che ha visto il dualismo tra Federer e Nadal allargarsi per diventare una sfida a tre. Il serbo si sarebbe conquistato le copertine dei giornali a partire dall’anno successivo la battaglia delle superfici con la prima vittoria a Melbourne. Ma per gli appassionati gli anni duemila saranno sempre il ventennio di Federer e Nadal. L’attuale numero uno del mondo nell’immaginario collettivo non ha mai saputo tenere il confronto coi rivali. Né con l’eleganza, la tecnica sopraffina e lo stile di Federer, né con l’irruenza, la forza fisica e la determinazione di Nadal, né con l’immensità dei loro personaggi.

Quel giorno di tredici anni fa i fortunati spettatori assistettero, dunque, a qualcosa di unico. Un’esibizione bizzarra ma affascinante, che può essere paragonata solo alla famosa sfida del 1973 tra Billie Jean King e Bobby Riggs, nota come battaglia dei sessi. Ovviamente senza le implicazioni sociali di quel confronto. Malgrado qualche difficoltà, come quella di doversi cambiare scarpe ad ogni cambio campo per sopperire ai problemi dell’alternanza di superficie, il pubblico fu ampiamente ripagato. Il match terminò al terzo set dopo un appassionante tie break finito 12-10. Per la cronaca vinse Nadal 7-5, 4-6, 7-6 ma fu solo un dettaglio. E soprattutto nessuno si è mai sognato di dare a quel risultato valore di sentenza. Tanto che tuttora ci si chiede chi sia il più forte, Federer o Nadal?





