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Fernando Torres, da fuoriclasse assoluto ad esule dimenticato

Il tempo alla fine prevale, sempre. Anche quello che è stato a tutti gli effetti l’autentico Peter Pan del calcio, grazie a quel suo viso così innocente da eterno bimbo sperduto, alla fine ha dovuto deporre le armi, o meglio il pallone. Si è infatti ritirato Fernando Torres, uno dei fuoriclasse più cristallini, ma anche più enigmatici e rimpianti nella storia di questo sport.

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Fernando Torres (fonte: readliverpoolfc.com)

L’addio e le sue dichiarazioni

Pochi giorni fa, El Niño ha calcato per l’ultima volta il rettangolo verde come giocatore. Dopo aver già annunciato la sua intenzione di smettere in una conferenza stampa lo scorso Giugno, Venerdì 23 Agosto ha ufficialmente giocato la sua ultima partita con il Sagan Tosu. Nonostante la sonora sconfitta per 6 a 1 contro il Vizze Kobe dei suoi due amici Iniesta e Villa, il clima a fine gara è stato quello di una festa. Tutti i suoi compagni, con addosso la maglia numero ‘9’, lo hanno infatti celebrato lanciandolo in aria più volte ed inneggiando il suo nome per omaggiarlo.

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Fernando Torres dopo l’ultima partita con il Sagan Tosu (fonte: foxsports.it)

“Sono fiero per aver vissuto tutto ciò che ho passato, in tutte le squadre in cui ho giocato e contro tutti i grandi avversari che ho affrontato. Ho avuto la fortuna di giocare in alcune delle migliori squadre del mondo e di vincere i trofei più importanti, per questo mi sento fortunato. Ho passato momenti difficili, ma sono sempre stato circondato da persone che mi hanno aiutato. Saranno con me in futuro, dove mi aspettano ancora altre grandi sfide”.

Una carriera tra gloria e amarezza

Un talento che sembrava davvero predestinato all’immortalità, a partire dai primi anni con l’Atletico Madrid. Micidiale, esplosivo, inarrestabile e magnifico con il Liverpool, dove però avrebbe potuto probabilmente vincere di più. Torres è stato senza dubbio uno dei centravanti più forti del mondo: abilissimo nel dribbling, veloce come il fulmine, grintoso come un guerriero spartano, ma allo stesso tempo elegante come Manolete, il famoso matador spagnolo. Per non parlare di quel letale killer instict, di quel fiuto per il goal così sviluppato, che soltanto pochi eletti possono vantare di aver avuto nella propria faretra di qualità. Poi l’inspiegabile parabola discendente. Dopo il trasferimento al Chelsea, con cui comunque colleziona parecchi trofei (anche se più da comprimario che da protagonista), tra cui una Europa League e una Champions League, quella sua personalità così straripante inizia piano piano ad appassire, forse anche a causa dei ripetuti problemi riportati al ginocchio. Infine la brevissima, quanto insapore, parentesi al Milan, il ritorno nostalgico all’amato Atletico Madrid, dove esaurisce definitivamente il suo “canto”, per poi concludere la sua carriera in Cina, come, appunto, un esule dimenticato.

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Fernando Torres (fonte: besoccer.com)

Fernando Torres

Eppure stiamo parlando di un calciatore con in bacheca, tra gli altri bottini, un Mondiale (2010) e due Europei (2008 e 2012) alzati con la Nazionale spagnola; un calciatore che nel 2008 si è posizionato terzo nella classifica del Pallone D’Oro, alle spalle di Messi e Cristiano Ronaldo. Stiamo parlando di un calciatore che ha saputo incantare tantissimi tifosi, non solo con le sue 317 reti totali, ma soprattutto con il suo tocco, le sue splendide giocate e quella sua classe così smisurata quanto effimera, come una goccia che cade sull’asfalto rovente.

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Fernando Torres (fonte: skysports.com)

Un’avventura durata 18 anni, incredibile sotto tanti aspetti, amara sotto tanti altri. Una favola un po’ a sé, diversa da tutte le altre, comunque bellissima, ma senza un consueto lieto fine. A 35 anni Fernando Torres ha deciso di dire basta. Ha detto addio a tutto quello che è stato e che avrebbe potuto essere. Ma poco importa. Perché, dopotutto, noi lo ricorderemo sempre così, mentre segna un goal pazzesco e poi scivola come un torero sotto la Kop.

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Fernando Torres (fonte: Facebook – Cronache di Spogliatoio)

Tartaglione Marco

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