Non sempre è scontato individuare tutti i settori in cui le energie rinnovabili potrebbero essere un notevole alleato. Alcuni, nell’immaginario comune, non vengono presi in considerazioni. In realtà esistono più impieghi di quanto si possa immaginare e un test svolto il Svizzera ne è l’esempio. Infatti, la startup svizzera Sun-Ways ha intrapreso questo progetto posizionando 100 metri di pannelli fotovoltaici tra i binari a Buttes, un villaggio del distretto di Val-de-Travers. La ferrovia solare iniziata come un’idea sperimentale sembra stai producendo risultati significativi, tanto da indurre a credere che impieghi simili potrebbe giungere anche in Italia.

Come funzionano le ferrovie solari e perché potrebbe essere presa in considerazione anche in Europa?

L’interesse che l’Europa sta mostrando nei confronti delle energie rinnovabili è visibilmente attivo. Pertanto, l’ipotesi di una ferrovia solare è già di per sé allettante. Tuttavia era necessario capire se il test iniziato in svizzera funzionasse e soprattutto producesse dei benefici concreti. Anche se le valutazioni della startup dovevano essere dilatate in tre anni, già dopo il primo i risultati sono stati importanti. Proprio per questo motivo, grazie agli esiti ottenuti con largo anticipo, la possibilità che questi impianti vengano utilizzati altrove è un’opzione concreta.

È importante tenere in considerazione che per una buona riuscita dei pannelli, l’installazione deve tener conto di un accorgimento rilevante: l’inclinazione. Questi, infatti, vengono posizionati con un’angolazione tra i 30° e i 35°. Per tale ragione i tetti inclinati rappresentano un luogo naturalmente adatto per l’installazione, a differenza dei balconi o dei tetti piani. Non si tratta, quindi, di un’assenza totale di produzione di energia, bensì di una riduzione che, in certi casi, può essere significativa.

Viene da chiedersi, però, se le ferrovie solari sono sicure. Tra le preoccupazioni principali figura proprio la possibilità che i pannelli possano subire microfratture, aumentare il rischio di incendi e distrarre i macchinisti a causa dei riflessi. Per rispondere alle esigenze Su-Ways ha deciso di costruire degli impianti più resistenti e dotati di filtri antiriflesso. Inoltre, le spazzole fissate in coda ai treni favoriscono una pulizia superficiale. Per ora, afferma la startup a Euronews Earth, che l’impianto ha funzionato perfettamente e che non è stato necessario effettuare «interventi di manutenzione straordinari».

E per l’Europa?

Come già anticipato all’inizio, il successo ottenuto con il test svizzero apre le strade anche all’Europa. Sun-Ways, infatti, ha appena firmato un contratto di collaborazione con un partner commerciale italiano in contatto con Rete Ferroviaria Italiana. La startup, inoltre, ha ottenuto l’approvazione del governo per installare un’altra ferrovia solare in Core del Sud. Congiuntamente, sono in corso colloqui con aziende olandesi, indiane, cinesi e di Singapore. L’idea, quindi, è che ben presto questi impianti potrebbero arrivare ovunque, anche in Italia.

Stefania Cirillo