Filippo Graziani ha perso il padre e cantautore Ivan Graziani nel 1997, a causa di un tumore al colon diagnosticato due anni prima: il figlio successivamente ha portato avanti e contribuito alla realizzazione di progetti come il recentissimo album postumo del compianto musicista.
Il 42enne sarà ospite oggi a Domenica In dove presenterà nel salotto televisivo condotto da Mara Venier il disco Per Gli Amici. Nel corso di un intervista a Il Corriere Della Sera, Filippo ha parlato dei suoi primi passi nel mondo della musica: “Ho cercato una mia indipendenza allontanandomi dalla sua musica. Andavo nei pub con una band per non usare il cognome: coi Revox facevo cover dei Rolling Stones, con i Carnera stoner pesantissimo, ma alla fine c’era sempre qualcuno che chiedeva “Monna Lisa”. Alla fine ci sono venuto a patti e ho iniziato a portare in giro il suo repertorio. Una volta ho suonato con i suoi due musicisti e ho capito che la strada per riempire le sue scarpe era lunga… Nella discografia un po’ di pregiudizio l’ho sentito, ma è comprensibile: è più facile raccontare uno che vien dal nulla rispetto a un figlio d’arte. Nell’ambito musicale invece ho trovato stima da tutti gli artisti, dal metal al rap“
Filippo Graziani ricorda il padre Ivan Graziani

La storia musicale del figlio di Ivan Graziani ha visto al tempo stesso il figlio esibirsi con i brani del padre. Ospite ad Oggi è un altro giorno, aveva dichiarato sul peso del contronto: “Ho capito che non devo dimostrare a nessuno quanto io sia o meno copia o clone di papà. Io sono Filippo e mio papà era Ivan: punto. Io amo la sua musica e ci sono dentro. E’ questo è un modo che ho per viaggiare ancora insieme a lui”
Sul padre sempre sulle pagine del quotidiano meneghino aveva raccontato un aneddoto sull’infanzia, svelando un lato artistico di Graziani: “Aveva uno stile da illustratore, disegnava mostri che da bambino mi facevano paura. Amava rappresentare l’assurdo. In vacanza si portava sempre uno sketchbook su cui faceva ritratti. Il tratto era deciso, marcato e spigoloso, quasi nervoso. Era sicuro quando disegnava, gli bastavano pochi segni. Come nella chitarra: assoli decisi con poche note che davano la sensazione di un mondo in modo preciso: le chitarre di papà sono tutte rovinate sul ponte… le trattava male” Fonte Corriere Della Sera
Ospite nel talk di Serena Bortone sul ruolo del padre aveva aggiunto: “Si è tenuto fuori dalla politica, ha parlato del sociale. Non è salito sul carrozzone, non ha preso parti ed è rimasto indipendente facendo quello che voleva fare. Io penso tutti i giorni a lui, quello che sto facendo è portare avanti la sua grande intuizione musicale, la capacità di raccontare storie stupende…
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