Se t’innamori muori, cantava Noemi sul palco dell’Ariston, poco più di un mese fa. Il brano sanremese della cantante romana spiega molto bene il concetto di filofobia, ovvero la è definita come la persistente e intensa paura di innamorarsi o di amare qualcuno. Il termine deriva dal greco dal greco “φιλος” (amore), e “φοβία” (fobia), e chi ne soffre vede le relazioni sentimentali e le emozioni legate all’innamoramento come pericolose e destabilizzanti, poiché incontrollabili.

Il soggetto filofobico è scisso tra uno stato di allerta costante nei confronti del partner, poiché teme di essere ferito, e un senso di attrazione fisica e affettiva verso di esso. A risentire di questa problematica, naturalmente, non è solo la persona interessata, ma la coppia nella sua interezza, che non riesce a vivere con serenità il rapporto.

Filofobia: sintomi e origine

Filofobia
La filofobia è una condizione che porta chi ne soffre ad avere paura di amare ed essere amati

La manifestazione clinica di questo disturbo, nelle fasi di maggiore acutezza, presenta sintomi quali dispnea, iperidrosi, nausea, tachicardia e tremore, che possono essere scatenati da situazioni specifiche che accrescono il timore e lo stato di angoscia. Altri sintomi possono includere:

  • evitamento dell’intimità, sessuale ed emotiva
  • instabilità relazionale
  • bassa autostima
  • eccessiva preoccupazione per il futuro delle relazioni
  • difficoltà nel fidarsi degli altri
  • atelofobia (paura di non essere abbastanza)

Le origini della fobia sono legate al temperamento di chi ne soffre, che è un genere un soggetto che tende a somatizzare l’ansia ed è caratterizzato da un’alta sensibilità interpersonale. Anche esperienze passate negative e grandi sofferenze d’amore possono inibire, poiché entra in campo la paura di star male nuovamente, o di essere traditi o abbandonati. Il soggetto filofobico ha quasi sempre un attaccamento insicuro, e ha interiorizzato modelli disfunzionali che, spesso, derivano da una famiglia problematica che ha generato traumi o carenze affettive.

Le problematiche nella sfera sessuale

Alla filofobia è sovrapponibile anche un altro disturbo dell’identità affettiva, definito anoressia sentimentale dallo psicoterapeuta Nicola Ghezzani. Per essa s’intende l’incapacità o l’estrema difficoltà nel lasciarsi andare a una relazione amorosa o di amicizia, nonché alla resistenza ad ammettere i propri sentimenti o il desiderio verso l’altro.

Questi disturbi, naturalmente, intaccano anche la sfera sessuale della coppia. Nello specifico, il soggetto interessato mette in atto delle strategie di evitamento che lo spingono a scappare dal contatto fisico o a limitare il più possibile situazioni intime, durante le quali, in ogni caso, ha molta difficoltà ad esprimere i propri desideri. Il suo atteggiamento, in apparenza freddo e distaccato, è in realtà un meccanismo di difesa che tenta di contrastare la paura di perdere il controllo emotivo e quella di mostrarsi vulnerabile di fronte al partner. Stabilire connessioni profonde anche a livello fisico risulta per lui un ostacolo insormontabile, che lo porta, suo malgrado, a compiere dei veri auto-sabotaggi che, il più delle volte, rischiano di far naufragare la relazione, consentendogli di rifugiarsi in una più “sicura”, ma anche più triste, solitudine.

Federica Checchia

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