Cinema

“La finestra sul cortile”, lo spettacolo ha inizio

La finestra sul cortile- Clip YouTube

Un fotoreporter professionista, Jeff (James Stewart), dopo una frattura alla gamba sinistra, è immobilizzato sulla sedia a rotelle. Il suo unico, originale passatempo, è spiare il vicino dalla finestra di casa. Un uomo misterioso, ruberà tutta la sua attenzione, che Jeff crederà uno uxoricida. La finestra sul cortile, film del 1954, del maestro del brivido Alfred Hitchcock.

Mai più abile negli elevati livelli di suspense e tensione, che questo giallo perfetto alimenta. Una trama senza precedenti, con l’attenzione, monumentale, incentrata su di un binocolo. Un prolungamento degli occhi di Jeff e, insieme, di quelli degli spettatori. Che non possono smettere di guardare, nell’avvicendarsi di un irrefrenabile istinto di curiosità. Come in una partita di tennis tra pubblico e schermo.

La finestra sul cortile, locandina film - Foto web
La finestra sul cortile, locandina film – Foto web

La finestra sul cortile, nessuno è salvo

Hitchcock, uomo di grande intelligenza, smaschera, mettendo a nudo completamente, l’inesauribile curiosità dell’essere umano. Che a volte sfocia in ossessioni, e stuzzicante smania di indagare sulle esistenze altrui. Con quella sottile separazione tra gioco e accanimento di sapere.

Psicologia e commedia, thriller e dramma. Sono componenti dosate alla perfezione, dalla strategia di un alchimista dell’ebbrezza. L’arte indiscutibile di Hitchcock. Il condominio su cui affacciano le finestre, orizzonti senza fine, da piccola realtà ristretta e circondata, diventa simbolo del microcosmo umano.

Scena film La finestra sul cortile- Foto web
Scena film La finestra sul cortile- Foto web

La finestra, sipario sul mondo

L’impotenza, l’impossibilità di partecipazione, e la facoltà dello sguardo come unica alternativa di coinvolgimento, daranno ansia e dinamismo per tutto il film. Nel cast anche Raymond Burr, che sarà il futuro Perry Mason della serie televisiva. E, come di consuetudine, il regista stesso. Che si concede un cameo nei suoi film.

Un’impronta, come se visitasse la scena, dopo un delitto, l’assassino. Questa volta, Hitchcock, nei panni di un uomo che sistema un orologio da mobile. Il protagonista, l’immorale fotografo, inguardabile ossessionato dalle sue visioni, è James Stewart. Un uomo che, avversario del matrimonio, come della pratica di farsi gli affari propri, non intende sposarsi.

Grace Kelly e James Stewart - Dal web
Grace Kelly e James Stewart- Dal web

Dal cortile alla corte…

Nonostante le esplicite e studiate avances di Lisa (Grace Kelly), Jeff non si convince. Desiderabile e irresistibile a chiunque altro, ma non a lui. Non servono parole al regista, solo poche e sufficienti, abili inquadrature, quando Grace Kelly accenna al matrimonio. La macchina da presa inquadra la finestra dell’omicida (Raymond Burr). Una sottile, ironica allusione alla triste fine delle unioni di coppia. Umorismo caro al regista e disseminato in tutto il film.

L’incontro amoroso più singolare, fu tra Hitchcock e la sua icona insostituibile Grace Kelly. “Lasciatele ancora un anno di tempo e diventerà una delle più grandi dive che si siano mai conosciute”. Dalle parole del suo principale estimatore, che per lei inventò la definizione “Ghiaccio Bollente”.

HITCHCOCK in La finestra sul cortile- Foto dal web
HITCHCOCK in La finestra sul cortile- Foto dal web

Nel La finestra sul cortile la sua musa in giallo

Fra l’ideale di donna che amava, bionda, eterea, fredda e altera, l’attrice di Filadelfia, raffinata come una dea, restava la sua preferita. E, su un set di un film di Hitchcock in costa Azzurra, Grace incontrò e si innamorò del principe Ranieri di Monaco. Lasciando al mago del cinema in giallo, l’importante onere di scopritore di talento e procuratore di matrimonio.

Così, l’attività più temuta e criticata, riassumibile in due aggettivi, vicino guardone, è la stessa in cui ognuno si è trovato protagonista. Suo malgrado. Tutto ciò che si disprezza, è stato certamente fatto o provato, almeno una volta. HITCHCOCK lo sa. Scruta il nostro intimo immaginario, al pari di quella finestra spalancata sul mondo. Un film, il suo, che terrebbe attento e inchiodato anche un bambino. Con la semplicità della sua narrazione, che fa del cinema una favola senza artefici.

Scena film, La finestra sul cortile- Foto web
Scena film, La finestra sul cortile- Foto web

Finestra accesa…

Sono bastate due premesse al regista, un uomo immobilizzato e il caldo insopportabile estivo. Da qui, una sceneggiata fatta bene, classica che non invecchia mai. Da guardare, anche con entrambe le gambe immobili, per gustarne i dettagli, e non perderne un attimo di brivido. Non chiudete le finestre, e buona visione.

Federica De Candia Seguiteci su MMI e Metropolitan cinema

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