Calcio

Fiorentina-Spezia, Prandelli: “Lotta salvezza fino alla fine, loro più squadra”

Fiorentina-Spezia, parola a Cesare Prandelli. Il tecnico della Fiorentina è impelagato nella lotta alla salvezza in Serie A e domani sera scenderà in campo contro i bianconeri di Vincenzo Italiano che, dopo aver sconfitto il Milan, vogliono portare a casa un ulteriore scalpo di una squadra, a bocce ferme, più forte. Il mister ex CT della Nazionale italiana non ha nascosto tutte le insidie della gara del Franchi in conferenza stampa.

Fiorentina-Spezia, Prandelli in conferenza stampa

Ecco i passaggi più significativi della conferenza stampa del pre-gara di Fiorentina-Spezia di Prandelli, mister della squadra viola:

Oggi sono otto anni che ci manca Mario Ciuffi. E’ stato il primo giornalista che mi ha messo la sciarpa alla mia presentazione, era soprattutto un grande tifoso. Ci manca la sua trasmissione in cui frustava tutti, anche se poi non erano frustate ma carezze. La telefonata prima della partita? Non mi chiedeva mai la formazione, ma ci teneva a chiamarmi il giorno della partita, era una chiamata precisa e puntuale con un amico”.

Su Ribery e l’assenza di risultati: “Sta cercando di recuperare, ha il suo protocollo. Gli dico spesso che è importante che la testa sia positiva e aggregante, lui lo è. Risultati? Nelle ultime partite le prestazioni ci sono state, purtroppo ci sono stati degli errori che hanno condizionato il risultato. Tra Torino e Sampdoria ci mancano tre punti. Ma la realtà è che dobbiamo essere più precisi a leggere le situazioni, soprattutto in fase difensiva”.

Sullo Spezia di Italiano: “La rabbia e la delusione dobbiamo buttarla domani in campo. Il campo ci può dire chi siamo tutte le domeniche. In queste ultime partite i risultati non sono arrivati, ma la squadra ha dimostrato di avere un’idea di gioco. Dobbiamo farlo anche domani contro una squadra molto interessante che gioca un grande calcio, che viene dall’impresa col Milan. Complimenti a Italiano perché è riuscito a dare una continuità di gioco importante. Però noi abbiamo il dovere e la necessità di fare la partita per portare a casa i tre punti. Differenze Fiorentina-Spezia? Abbiamo un grande rispetto per questa squadra che ha dimostrato su tutti i campi di avere idee e gioco. Non puoi fare un paragone sui singoli della Fiorentina e sui singoli dello Spezia. Lo Spezia è una squadra, che gioca da 18 mesi assieme, noi sono pochi mesi che stiamo cercando di diventare squadra. Quando il Real Madrid fece i Galacticos con tantissime individualità poi non fecero nulla. Una squadra dev’essere un’orchestra, la Spezia ha questa qualità di aver mantenuto lo stesso tipo di gioco con il coraggio di una neopromossa che non ha nulla da perdere e non ha molte pressioni. Non dico che diventa facile, ma diventa meno pressante rispetto a noi, che siamo partiti con obiettivi molto alti rendendosi conto che non può raggiungere quegli obiettivi e dovendo cambiare mentalità. Inutile dire che i singoli sono superiori, dobbiamo dimostrarlo nei duelli in campo”.

Kokorin e Vlahovic: “Quando è arrivato abbiamo iniziato un lavoro di preparazione. Contro l’Inter l’ho messo in campo per capire le dinamiche e l’intensità. Non ha ancora la condizione e in quella partita ha avuto un piccolo problema che gli ha creato un po’ di difficoltà. Con la Sampdoria l’ho portato in panchina solo per fargli vivere questo calcio. Domani lo riporterò in panchina ma ancora non penso di poterlo utilizzare. Lavoriamo per portarlo al 100%. Vlahovic? Ogni settimana spendiamo parole importanti perché se le merita. Stiamo cercando di migliorare quei dettagli che possono renderlo più utile alla squadra. Kouame e Vlahovic hanno il compito preciso di trovare la profondità coi tempi giusti, il problema è proprio trovare il tempo perfetto per trovare spazio dietro la difesa“.

Chiusura sulla lotta salvezza: “I sette punti di distanza non mi bastano assolutamente. Dev’essere un motivo per far punti. Purtroppo è inutile negare che negli ultimi anni la Fiorentina ha lottato per salvarsi. Due anni fa all’ultima partita mancava un punto per essere matematicamente salva. L’anno scorso non è andato bene. A livello di programmazione bisogna strutturare in maniera diversa. Ora siamo in questa posizione, ormai tutti si sono resi conto che bisogna lottare per non retrocedere. Speriamo di fare 3-4 partite in cui facciamo tanti punti e ci togliamo questa preoccupazione di dosso. Ma penso che fino alla fine della stagione sarà così, perché ci sono tante squadre, anche importanti, che hanno il nostro tipo di problema. Non dobbiamo fidarci del nostro blasone ma cercare risultati partita dopo partita”.

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