Fiscalità di vantaggio per il Sud: cos’è e come funziona il taglio del costo del lavoro

fiscalità di vantaggio
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Con un post pubblicato su Facebook, il premier Giuseppe Conte ha annunciato l’introduzione – dal 1° ottobre – della fiscalità di vantaggio per le aziende del Sud. “Tutte le imprese che operano nelle regioni del Mezzogiorno – ha scritto il presidente del Consiglio – potranno contare su un taglio del 30% del costo lavoro per tutti i loro dipendenti. I lavoratori non subiranno nessuna riduzione delle proprie retribuzioni”.

Oggi entrerà in vigore la “Fiscalità di vantaggio” per tutte le aziende del Sud.Tutte le imprese che operano nelle…

Gepostet von Giuseppe Conte am Donnerstag, 1. Oktober 2020

Alcune aree produttive del Paese, ha proseguito Conte, “avvertono urgente bisogno di misure di sostegno al fine di ridurre carenze infrastrutturali e rispondere più efficacemente alla crisi generata dalla pandemia. Vogliamo rendere questa boccata di ossigeno stabile e duratura in modo da favorire la ripartenza e il rilancio produttivo del Sud“. E conclude: “Un Sud più solido e competitivo renderà più forte l’Italia intera”.

Cos’è e come funziona la fiscalità di vantaggio per il Sud

“È una misura che abbiamo introdotto anche grazie all’impegno del Ministro Peppe Provenzano“, ha spiegato il premier Giuseppe Conte. La fiscalità di vantaggio per le aziende del Sud introdurrà un taglio del 30% al costo del lavoro senza ridurre la retribuzione dei dipendenti dell’impresa. Il termine fa riferimento, infatti, all’insieme delle norme introdotte per fornire vantaggi di natura fiscale per lo svolgimento di attività economiche in particolari aree svantaggiate di una Regione Europea. Il Sud necessita del sostegno dello Stato per poter divenire competitivo e rendere l’Italia intera ancora più forte economicamente.

“Noi veniamo da anni di disinvestimenti nel Sud che ha aggravato la questione meridionale e questo ha una conseguenza in tutto il Paese”, ha commentato il ministro Provenzano a Radio1 Rai. Il Sud ha meno infrastrutture, meno servizi e questo ha un costo per imprese e Mezzogiorno – ha poi aggiunto -. La fiscalità di vantaggio non è la soluzione, servono altre politiche, tre mesi non bastano, ma stiamo lavorando per prolungarla per i prossimi anni.

Tre mesi o tre anni?

Il presidente nazionale della Fapi, Gino Sciotto, ha commentato in una nota la novità introdotta dal 1° ottobre. “La defiscalizzazione del costo del lavoro – ha spiegato – non può durare solo tre mesi. Chiediamo che la riduzione del carico contributivo del 30% per tutti i lavoratori duri almeno tre anni“.

“La misura che parte oggi – ha poi proseguito il presidente della Fapi -, deve essere considerata una sperimentazione con l’opzione della proroga, anche per verificare gli effetti che avrà in termini di ricaduta occupazionale”. Grazie alla fiscalità di vantaggio, infatti, le aziende che operano nelle regioni del Mezzogiorno verseranno meno contributi per tutti i loro dipendenti o se vorranno assumerne di nuovi. Dunque, è evidente che si tratta di uno stimolo importante per il tessuto produttivo che contribuirà al rilancio occupazionale, dopo la pandemia che ha determinato la perdita di miglia di posti di lavoro in particolare nel settore turistico e alberghiero”.

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