Al Chiostro del Bramante la primavera sboccia in un’esperienza artistica totale. La mostra Flowers. Dal Rinascimento all’Intelligenza Artificiale non è semplicemente un viaggio nell’iconografia floreale, ma una riflessione colta e multisensoriale che attraversa secoli, culture e linguaggi, in un dialogo serrato tra natura, arte e tecnologia. Il fiore è qualcosa di tremendamente instillato in noi, e ci attraversa da secoli, e ci riporta alla nostra più basica realtà: la natura va salvaguardata, adesso, salvata. Il percorso sorprendente, curato da Franziska Stöhr e Roger Diederen, che si snoda tra antiche simbologie e visioni post-umane, grazie ad un’esperienza che è più che immersiva, e ci fa capire che i fiori raccontano molto più di quel che pensiamo.
La mostra Flowers al Chiostro del Bramante a Roma: un giardino immaginifico tra le arcate del Rinascimento

Il cuore pulsante dell’esposizione è Il Piccolo Paradiso di Austin Young (Fallen Fruit): un’installazione site-specific con un giardino immaginifico nella cornice meravigliosa dell’architettura del Bramante.
Il percorso prosegue tra sorprendenti declinazioni del tema botanico: dalle api “scultrici” di Tomáš Libertiny, che plasmano il volto dell’Imperatore Adriano in un alveare, ai lavori concettuali come Map Showing the Origin of Flowers di Sofarobotnik, che uniscono ecologia e data visualization. La botanica diventa linguaggio universale per riflettere sull’equilibrio fragile tra uomo e natura, sull’urgenza climatica e sul ruolo dell’arte nella costruzione di nuove consapevolezze.
La bellezza si intreccia alla denuncia: la stampa Honeyflower di Maximilian Prüfer e la realtà aumentata di Forest Flux di Tamiko Thiel mettono in scena la crisi degli impollinatori e l’impatto del cambiamento climatico con poetica precisione.
Rinascimento e avanguardia, tra bellezza e transitorietà
Tra le sale, sorprendono continue inversioni temporali: dal giglio dell’Annunciazione settecentesca di Castellano al mito di Narciso rivisitato da Blanchard, fino alla sensualità biblica della Eve di Dalou. L’arte antica e moderna si riflette, senza gerarchie, su una medesima ossessione: la natura come specchio dell’umano, fragile, mutevole, desiderante.
Arte che sboccia nel tempo
Impossibile non restare incantati davanti a Calyx di Rebecca Louise Law: centomila fiori essiccati sospesi nello spazio, una cattedrale fragile e profumata che invita a meditare sul tempo, sul ciclo della vita, sulla bellezza destinata a trasformarsi. È un momento di sospensione che unisce estetica e consapevolezza.
La chiusura è affidata alla poesia cinetica di Meadow di Studio Drift, installazione di sculture robotiche che imitano l’apertura e la chiusura dei petali, in un balletto ipnotico di luce e colore. Un finale perfetto per un percorso che attraversa miti, religione, politica, algoritmi e utopie floreali.
Una mostra da vivere con tutti i sensi
Al Chiostro del Bramante, fino al 21 luglio, i fiori diventano linguaggio del presente. E ci ricordano che anche nella cultura visiva contemporanea, tra Intelligenza Artificiale e memoria storica, la bellezza continua a crescere dove meno ce lo aspettiamo.
Arianna Lomuscio
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