Manca soltanto la ciliegina sulla torta per rendere perfetto il 2019 del tennis maschile italiano con Fognini e Berrettini alla ricerca di un posto nei magnifici otto che parteciperanno alle Finals di Londra. Una stagione dai cammini molto diversi con in comune il traguardo finale

Le Finals come ulteriore step di una crescita improvvisa o come punto apicale di una carriera vissuta sempre a mille all’ora. Questo il significato attributo da Fabio Fognini e Matteo Berrettini ad un appuntamento che ogni anno simboleggia la conclusione della stagione ed il trampolino di lancio per nuove sfide.

Il ligure, dopo una primavera straripante, ha abbassato il livello del suo gioco complice qualche ostacolo di troppo sulla sua strada, ma vuole chiudere in bellezza i suoi migliori dodici mesi da tennista. Il romano, invece, da sorpresa del circuito, mese dopo mese è divenuto una piccola certezza pronta a sedersi al tavolo dei grandi.

The show must go on

Non sarà certamente una caviglia abbastanza malandata a fermare i sogni di gloria di un Fabio Fognini mai visto così determinato. Non più tardi di una settimana fa, nel corso dell’evento “Regolandia” tenutosi all’ ospedale Gaslini di Quarto , il “Fogna” aveva definito l’appuntamento londinese come l’obiettivo per coronare definitivamente la sua carriera.

Un traguardo, quello delle Finals, che andrà raggiunto in pochissimo tempo. I quarti di finale conquistati all’ ATP di Pechino contro un Rublev incapace di opporsi ai colpi dell’italiano, segnano l’inizio di una rincorsa senza fiato. Al momento la casella occupata nella Race è la numero 13, ma quelli che lo precede distano pochi punti.

Fognini
Photo Credit: AFP

Il primo compito da portare a termine rimane quello di difendere la semifinale cinese di 365 giorni fa, ma per sognare in grande Fabio sarà chiamato a far suo il primo incrocio con Khachanov prima di mettere nel mirino il trionfo finale.

Concluso il tour asiatico sarà il momento di tornare nel Vecchio Continente dove il Masters 1000 di Parigi metterà sul piatto punti pesantissimi, gli ultimi in grado di giustificare adeguatamente il rinvio dell’operazione alla caviglia.

L’appetito vien mangiando

Ancora un ultimo sforzo, un passo dopo l’altro prima del meritato riposo. Questo l’imperativo nella mente di Matteo Berrettini passato in pochi mesi da giovane promessa ad avversario temibile per chiunque (chiedere a Nadal dopo la semifinale degli U.S. Open per avere una conferma).

Un 2019 con il piede sempre sull’acceleratore con i trionfi di Budapest e Stoccarda come antipasto prima del grandioso exploit di New York. Salti da gigante che lo hanno proiettato sino alla posizione numero 13 del mondo ed 8 della Race. Si, proprio otto. Il cemento di Lonra è ad un passo, ma proprio sul più bello qualcosa potrebbe venir meno.

Berrettini
Photo Credit: Getty Images

Dopo lo spettacolo sull’ Arhur Ashe Stadium, il romano è leggermente calato mettendo a rischio la sua partecipazione alla kermesse londinese. A San Pietroburgo è tornato a casa ai quarti di finale contro il numero 91 Gerasimov, mentre a Pechino è andata anche peggio con l’eliminazione al primo turno per mano di Andy Murray.

Per continuare a mantenere salda l’ottava piazza Matteo dovrà riconfermarsi al massimo delle sue potenzialità negli ultimi ATP 250 e 500 prima dell’appuntamento francese con il Masters 1000 di Parigi, dove probabilmente ogni vittoria o sconfitta peserà come un macigno.

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