Il 24 novembre 1849 nasceva a Manchester Frances Hodgson Burnett, scrittrice britannica nota per aver scritto la storia di Mary e Colin, nel libro Il giardino segreto. Il romanzo, scritto nel 1910, ha acquisito popolarità intorno agli anni ’70 e, nel tempo, è diventata l’opera più nota della scrittrice anche per via delle trasposizioni cinematografiche dello stesso. Eppure, Frances Hodgson Burnett, è stata autrice di numerosi libri per ragazzi oggi, purtroppo, poco ricordati. Alcuni dei classici dimenticati della scrittrice sono stati pubblicati dalla casa editrice Caravaggio Editore nella collana Frammenti d’Autore e I Classici Ritrovati.

Frances Hodgson Burnett, letteratura per ragazzi e non solo

Scrittrice prolifica e dall’immensa fantasia, Frances Hodgson Burnett è una delle più grandi autrici di letteratura per ragazzi che ha anche scritto molto del mondo adulto, in particolar modo di temi riguardanti il matrimonio aristocratico- borghese. Frances inizia a scrivere quando ha appena diciassette anni per aiutare la famiglia che, dopo la morte prima del padre e poi della madre, verteva in gravi difficoltà economiche. Le sue storie, lette da giovani lettori e lettrici, sono pubblicate regolarmente: la prima è Godey’s Lady Book nel 1868. Da lì a poco la sua fama cresce e la sua vita si divide fra l’America e l’Inghilterra.

Frances Hodgson Burnett frequenta gli ambienti letterari, è una donna emancipata, fortemente criticata per il suo ruolo di madre e il suo stile di vita. Il suo primogenito Lionel muore di tubercolosi nel 1890 e proprio questo evento getterà la scrittrice nella depressione. La combinazione di elementi che riprendono le realtà delle working class accostati a una trama romantica e a una visione realistica della società, rappresentano i principali punti narrativi dello stile di Burnett; una delle scene emblematiche che sottolineano questa sua peculiarità la si riscontra ne Il Piccolo Lord.

La madre del piccolo Cedric trovandosi di fronte alla povertà in cui tanta gente è costretta a vivere decide di darsi da fare per dar loro un aiuto concreto. Cedric stesso, prima di ricevere il titolo di Lord Fauntleroy, è un bimbo di New York che vive la sua infanzia in un quartiere popolare insieme a Mr. Hobbes, il droghiere, e Dick il lustrascarpe. All’interno della trama il contrasto fra il proletariato americano e la nobiltà inglese è evidente. Il vecchio Conte considera gli statunitensi opportunisti e selvaggi; sarà quel nipote ritrovato a dare al nobile nonno una lezione di gentilezza e amore.

Classi povere, società privilegiata e il trionfo della gentilezza

Fra in romanzi più noti di Frances Hodgson Burnett si ricordano Il Giardino Segreto, Il Piccolo Lord e La Piccola Principessa, libro precedentemente pubblicato con il titolo Sara Crewe (1888) in cui l’autrice procederà successivamente all’espansione del racconto per poi pubblicarlo nel 1905 con il titolo A Little Princess. Come accade nei precedenti romanzi, anche in La Piccola Principessa c’è un’attenzione alle classi povere e ai contrasti con una società privilegiata.

In A Little Princess, Sara è una ragazza aristocratica che frequenta un collegio esclusivo ma a seguito della morte del padre – poi rivelatasi mai avvenuta – si ritrova a lavorare come sguattera, servendo quelle che prima erano le sue compagne. Burnett mette in luce il mondo marginalizzato del proletariato che vive e cerca di sopravvivere sotto la fulgida ma claudicante patina di un’aristocrazia lontana dalla realtà. Nonostante le umiliazioni e le derisioni, Sara affronterà gli ostacoli con nobiltà d’animo, coraggio, gentilezza verso gli altri e bontà: le uniche doti che servono per essere una Principessa, in barba alle cose materiali e ai privilegi.

“Qualunque cosa accada, nulla potrà cambiare” si disse. “Se sono una principessa, potrò esserlo anche se vestita di stracci, purché lo sia nell’animo. Sarebbe facile esserlo, se indossassi abiti intessuti d’oro; ma è molto più bello esserlo soprattutto quando nessuno lo sa. Maria Antonietta era molto più regina quando era in prigione e aveva perduto il trono, quando indossava un vestito nero e i suoi capelli erano diventati bianchi e tutti la insultavano chiamandola vedova Capeto. Era più regina allora che non quando era felice, tra gli splendori del trono. Mi piaceva di più allora. Gli insulti e gli urli della folla non la spaventavano. Era la più forte, e lo fu anche quando le mozzarono il capo.”

Frances Hodgson Burnett, A Little Princess (1905)

Frances Hodgson Burnett, classici dimenticati

La triade popolare di Frances Hodgson Burnett è nota ma questa autrice, dalla fantasia eclettica e dalla penna poliedrica, è stata per anni poco ricordata nel panorama letterario nonostante abbia scritto numerose opere, purtroppo, dimenticate. La casa editrice Caravaggio Editore ha riportato alla luce questi inestimabili gioielli letterari che evidenziano, ancor di più, la straordinaria capacità narrativa di Frances Hodgson Burnett fra le figure di spicco della letteratura americana del XIX e del XX secolo molto apprezzata anche da Mark Twain e Oscar Wilde.

  • Il Popolo Bianco (Caravaggio Editore): Protagonista è Ysobel, cresciuta in un castello rurale delle Highland, immersa nella natura e fra i suoi libri. Un incontro particolare le farà affrontare il mondo esterno facendole capire di possedere delle facoltà non comuni: l’esistenza di una categoria di persona pallide che la protagonista chiama, appunto, ”Il Popolo Bianco”. Questo racconto breve, delicato e gentile, racconta di quel velo che separa il mondo dei vivi da quello dei morti; attraverso anche la narrazione di tradizioni scozzesi l’autrice dona un messaggio di speranza ai suoi lettori: non aver timore di quello che ci sarà dopo, perché la morte non cancella ogni forma di vita.
  • Nella stanza chiusa (Caravaggio Editore): Un racconto breve in cui Burnett affronta, nuovamente, il tema della morte costantemente presente nell’esistenza della scrittrice dopo la dipartita del figlio Lionel. Una preziosità letteraria curata dal Professor Enrico De Luca per la prima volta in Italia con un testo integrale. Anche in questo racconto il passaggio da un mondo all’altro è palpabile; la protagonista del libro, Judith, scoprirà che una stanza può celare misteri … Anche una compagna di giochi evanescente. La delicatezza con cui la Burnett affronta la morte nella visione dell’infanzia è evidente, così come la cura della casa editrice nelle traduzioni e nei dettagli.

Il legame con la natura e i giardini

Nel giardino (Caravaggio Editore), è un racconto di Frances Hodgson Burnett pubblicato postumo, nel 1925, che riprende il titolo dell’ultimo capitolo de Il Giardino Segreto. L’autrice lo scrisse quando già era molto malata e questo breve testo, a cura del Professor Enrico De Luca, è la testimonianza dell’amore che Burnett nutriva nei confronti dei giardini e della natura in tutte le sue sfumature. A proposito di The Secret Garden: la casa editrice Caravaggio Editore ha pubblicato un racconto di Burnett, delicato e poetico, dal titolo Il Mio Pettirosso che svela un retroscena sul libro più popolare dell’autrice.

Sarà, infatti, proprio un pettirosso a indicare alla piccola Mary Lennox la chiave nascosta per entrare all’interno del Giardino. Un narrazione lirica e dolcissima che rivela come l’autrice si sia ispirata a un pettirosso realmente esistito per scrivere la scena fra Mary e il piccolo protagonista del libro.

Questo racconto è la storia di un’amicizia commovente e di come le barriere fra mondo umano e animale siano solo dei limiti che possono essere superati; l’autrice racconta dell’incontro con il pettirosso inglese, del loro saldo legame, delle caratteristiche umane del piccolo amico fra cui la fedeltà, la gentilezza e la sensibilità, la condivisione dei momenti gioiosi.

Un legame di amicizia destinato a durare nel tempo: un racconto per chi, come Burnett, possiede un’anima delicata, si emoziona sapendo di aver trovato un amico in un piccolo essere vivente, per chi sente il proprio spirito in comunione con la natura. Una lettura piacevole corredata da bellissime illustrazioni: un capolavoro da leggere e rileggere per comprendere quanto sia importante il rispetto per la natura e i doni che, quest’ultima, regala gratuitamente agli uomini senza chiedere nulla in cambio.

Foto in copertina: Wikipedia

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