1894, Italia: un’emigrazione tricolore verso l’Ovest del mondo. C’è chi “abbandona” casa e va in America, poi c’è chi lascia la terra ma vuole averla ad un tiro d’orizzonte: e allora va in Francia. I signori Pasquali non hanno necessità di andare in Lorena, nelle miniere, ma portano il figlio Francesco sulle rive della Costa Azzurra, a Hyères.
Francesco Pasquali fa da caddie nel club locale e prova, sbaglia, ma l’inclinazione per il golf è pari a quella della torre sotto la quale è nato, Pisa. Le passione per il golf sboccia ma la Grande Guerra inaridisce tutto.

Dama

La linea dinastica Garibaldi si tramanda l’autorità e Pasquali ubbidisce a Peppino, nipote dell’Eroe dei Due Mondi: camicia rossa, Ardenne e battaglia sul Monte S. Michele. Una breve visita in Italia, promettendosi di tornarci con vestiti e intenzioni diverse. La competizione però non lo abbandona e, ferito in battaglia, ha la meglio anche in infermeria: a dama vince sempre lui.

Armamenti esplosivi sul Monte San Michele nel 1918
Photo Credits: Wall Street Journal

Europa

Deposte le armi, riprende in mano i ferri e inizia anche costruirli, affermandosi come maestro di golf e club maker. Si divide tra viaggi d’amore a Parigi (dove conosce sua moglie), inverni caldi in Costa Azzurra ed estati fredde in Olanda. Proprio in questa terra una sua allieva (e baronessa), lo mette in contatto con certi albergatori di Stresa che stanno costruendo un golf club nel paesino di Gignese. Pasquali nel 1924 subentra nel progetto all’anglo-argentino Peter Gannon, i due si rincontreranno ma per Peter c’è un compito più alto: disegnare il campo del Villa d’Este.

Ferro 2 prodotto da Francesco Pasquali. Incisi anche i nomi dei golf Vale Scure (Francia) e quello di Stresa
Photo Credits: www.hickorygolfers.it

Omnium

Dopo un anno di lavoro il percorso è pronto e bisogna inaugurarlo, si stanzia un premio di 3.000 lire ed i partecipanti devono essere professionisti. Il torneo però non si chiama “Open” ma in latino “Omnium”, perchè al neonato regime fascista le parole inglesi… non piacciono proprio. A contendersi il titolo sono solo in quattro: Peter Gannon (fuori gara perchè amateur), William H. Jolly, Luigi Prette e Francesco Pasquali. Tutti obbligatoriamente in giacca, possibile da togliere solo durante il colpo: i primi tre eseguono. Pasquali se l’abbottona e poi imbuca.
36 buche e 154 colpi dopo Francesco Pasquali è primo campione d’Italia.

Francesco Pasquali
Francesco Pasquali (a sinistra) prima del torneo. Il Golf Club Alpino ha ospitato anche le edizioni 26-27.
Photo Credits: www.golfalpino.it

Guerra

Francesco continua a insegnare golf tra Italia e Francia con successo nelle lezioni, così come nella vendita dei suoi bastoni. Passano 15 anni e un’altra Guerra fa perdere d’importanza anche al gravissimo triplo bogey, e quando un brutto score non fa più arrabbiare… un maestro di golf sa che quegli anni saranno più lunghi di un par 5 controvento.
Pasquali dà poche lezioni a vecchi clienti, un po’ dove serve, instradando anche uno dei suoi figli al mestiere.

Modestia

Per tutta la vita insegan al golf club Alpino di Stresa, fregiandosi poco del titolo che gli vale un posto nella Hall of Fame della FIG.
“Eravamo tre amici, ed io ero l’unico a conoscere il campocon la modestia di chi non cerca attenzioni e che non poteva sapere di essere stato il primo di alcuni. Perchè al golf italiano il nome Francesco… ha portato anche bene.

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