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Francesco Pinci: da Roma a New York passando per il Belgio, Canada e l’Irlanda per studiare il mondo del marketing e neuromarketing

Francesco Pinci nasce a Roma nel 1994 e, nonostante la sua giovane età, sta percorrendo una serie di esperienze nel settore del marketing. Il suo percorso è sempre stato trasversale, ma con un’unica costante: un forte interesse nel neuromarketing.

Sin dall’inizio dei suoi studi, Francesco ha avuto come focus l’essere umano, in particolare la sua ragion d’essere. Dopo aver conseguito la laurea triennale in Comunicazione, ha proseguito con una laurea magistrale in Scienze Cognitive, per poi specializzarsi in marketing con un master presso Talent Garden.

Partiamo da un presupposto fondamentale: cos’è il neuromarketing e come nasce.

Cos’è il neuromarketing 

Il neuromarketing è una disciplina emergente che deriva dall’applicazione  delle conoscenze e delle pratiche neuroscientifiche al marketing, allo scopo di analizzare i processi irrazionali che avvengono nella mente del consumatore e che influiscono inconsapevolmente sulle decisioni di acquisto oppure sul maggiore o minore coinvolgimento emotivo nei confronti di un brand .

Come nasce il neuromarketing?

Il termine “neuromarketing”, coniato da Ale Smitds nel 2002, rimanda all’utilizzo delle tecniche neuroscientifiche per avere una più completa comprensione del consumatore e creare strategie di marketing più efficaci. Questa disciplina emergente propone una soluzione complementare alle ricerche di mercato tradizionali, fornendo una soluzione ad alcuni problemi e limiti associati a queste ultime

Chi è Francesco Pinci, esperto neuromarketing

Francesco Pinci: da Roma a New York passando per il Belgio, Canada e l'Irlanda per studiare il mondo del marketing e neuromarketing

Francesco Pinci ha trascorso un periodo di studi sia presso la Ghent University, istituto belga che rientra tra le 100 migliori università al mondo, sia presso la Concordia University, in Canada, annoverata nella top 30 delle università canadesi. Durante questi periodi di formazione, Francesco Pinci si è dedicato allo studio del processo decisionale e alla consumer behaviour, considerati fattori cruciali per lavorare nel mondo del marketing.

Nel 2018, Francesco Pinci ha dato il via alla sua carriera lavorativa con un impiego a Dublino. In seguito, dopo un periodo trascorso a New York City nel 2019, proprio durante la pandemia da Covid-19, nel 2020, approda a Milano dove inizia a lavorare presso Glickon, una startup del settore HR Tech.

Grazie a questo impiego, Francesco Pinci riesce quotidianamente a coniugare la psicologia e il marketing. L’abilità nell’analisi dei dati e la sensibilità per l’innovazione sono qualità che gli permettono di prevedere le scelte decisionali degli utenti e di occuparsi di automation marketing.

Francesco ha risposto a qualche domanda, dandoci la possibilità di conoscere più dettagli direttamente dalle sue parole

Francesco, nonostante la tua giovane età, nel tuo curriculum hai collezionato già diverse esperienze nel campo del marketing. Le tue conoscenze sul settore risultano particolarmente importanti nel periodo storico contemporaneo, in cui tutto è incentrato sul business. Dunque, nel 2022 da dove si parte per fare marketing?

Sicuramente il punto di partenza è la psicologia e i dati. Analizzare il comportamento degli individui, le loro abitudini e i loro interessi è parte del gioco. Tuttavia, questo non si riduce al mero utilizzo di determinati filtri sulle piattaforme per trovare il targeting perfetto. Infatti, queste ultime sono solo un mezzo poiché a fare la differenza è la strategia che viene impostata per far funzionare bene i tool e tutti parte dai dati e da come vengono analizzati.

Perchè il packaging è così importante e centrale nelle tue ricerche e in generale per il brand?

Perché il neuromarketing è fondamentale secondo Francesco Pinci

Oggigiorno sono molti i fattori che influenzano le nostre scelte di consumo. Ad esempio, quando i consumatori sono in un supermercato possono trovare lo stesso tipo di prodotto distribuito da quattro o cinque marche diverse. È molto interessante capire l’idea principale di un cliente che vuole acquistare prodotti alimentari per cui deve scegliere tra la stessa tipologia di prodotti ma con marche diverse.

Francesco Pinci: da Roma a New York passando per il Belgio, Canada e l'Irlanda per studiare il mondo del marketing e neuromarketing

Il cliente calcola i vantaggi che riceve da un determinato acquisto. Esistono molte categorie di vantaggi; il primo è un vantaggio funzionale. Ad esempio, nel mercato alimentare questo includerebbe qualsiasi prodotto che richiami uno stile di vita sano o energico. La seconda categoria riguarda i benefici simbolici, che riflettono l’identità o la cultura di un prodotto. Ad esempio, un marchio italiano specifico per la pasta come Barilla, famoso nel mondo come simbolo della cultura e della qualità italiana.

D’altra parte, il consumatore deve calcolare gli aspetti negativi che deve apportare per avere il prodotto: il prezzo, la preparazione o i requisiti di ingrediente aggiuntivo e se è appropriato a ciò di cui ha bisogno.

In questi momenti, le aziende alimentari sfruttano il business non per competere sul mercato con prodotti e servizi, ma per competere con la proposta di valore. La proposta di valore è una combinazione di vantaggi specifici e sacrifici specifici

Di conseguenza, il packaging è diventato una strategia di marketing chiave per attirare l’attenzione dei consumatori, rendendo più importante per i professionisti del marketing capire in che modo il design del packaging influenza l’attenzione dei consumatori e quali attributi del packaging supportano le preferenze dei consumatori.

Inoltre, i consumatori tendono a concentrarsi su alcune caratteristiche relative alla confezione di un prodotto: il marchio, il colore, la forma, il materiale della confezione, il logo e molti altri.

Come mezzo di comunicazione, svolge il ruolo di elemento identificativo di un determinato prodotto di marca. Influenza direttamente la percezione del prodotto da parte del consumatore e può influenzare la sua decisione di acquisto

Il marchio incarna tutte le caratteristiche del prodotto in modo da avere una connessione immediata – riconoscendo il logo o una particolarità con il marchio.

D’altra parte, per le aziende il design del packaging è relativamente abbordabile, ma un packaging mal progettato d’altra parte può avere seri effetti negativi, come evidenziato dalla perdita di $ 50 milioni di Tropicana a causa del fallimento della riprogettazione (Young & Ciummo, 2009).

In Italia, da diversi anni hanno preso il via diversi studi riguardo il neuromarketing sui packaging

Il sito di Francesco Pinci è in fase di ristrutturazione e sarà disponibile entro il 15 maggio.

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