Politica

Fumata nera al primo scrutinio per l’elezione del presidente della Repubblica

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Fumata nera al primo scrutinio per l’elezione del presidente della Repubblica. Al termine dello spoglio nell’Aula di Montecitorio, le schede bianche sono state 672, 49 quelle nulle. I voti dispersi sono stati pari a 88. In tutto i presenti e i votanti sono stati 976 rispetto ai 1008 previsti. Il quorum  necessario a eleggere il Capo dello Stato non è dunque stato raggiunto. 36 voti sono invece andati a Paolo Maddalena, il candidato degli ex M5s, mentre 16  a Sergio Mattarella. Tra gli altri 7 grandi elettori hanno scelto Berlusconi, 9 Cartabia, 6 Bossi. Due voti per Amato, Casellati, Conte, Giorgetti.

Fumata nera al primo scrutinio per l’elezione del presidente

Dal Pd a M5s, da FdI a Lega e Forza Italia fino a Leu e Italia viva, tutti hanno dato mandato ai rispettivi grandi elettori di votare scheda bianca. Tanto che le operazioni di voto procedono più rapidamente del previsto e a più riprese il presidente Roberto Fico è costretto a sospendere la seduta per attendere che ‘scatti’ la fascia oraria successiva.

“Si è conclusa la prima giornata di votazioni, ovviamente con un nulla di fatto: hanno vinto le schede bianche. Il centrodestra ha il diritto e il dovere di esprimere il nome di un candidato e Forza Italia, con la rinuncia di Silvio Berlusconi, ha il dovere di farlo per primo, con un nome di caratura nazionale e internazionale. Abbiamo le donne e gli uomini giusti per poterlo fare: non facciamoci prendere in giro dalla teocrazia, abbandonando la politica seria e competente. Nei prossimi giorni avremo l’occasione per distinguerci ancora una volta e raccogliere un’eredità
importantissima, quella di Silvio Berlusconi che, con un gesto di grande generosità, ha fatto un passo indietro nell’interesse nazionale”. Lo afferma il Senatore di Forza Italia Massimo Mallegni, a conclusione della prima giornata di elezioni per il Presidente della Repubblica.

Votano anche i grandi elettori positivi nel seggio speciale allestito nel parcheggio esterno della Camera, ma su 17 richieste – pervenute con l’obbligatorio certificato medico – solo in 11 si presentano nel drive in a bordo di mezzi propri o di un’ambulanza. L’esordio spetta al deputato azzurro Ugo Cappellacci.

Nessun disguido, tutto fila liscio. Momenti di suspence (se non vero e proprio terrore) per i tanti giornalisti presenti a Montecitorio per seguire il voto: nel corso dello scrutinio, infatti, salta la connessione a internet della Camera. Nessun attacco hacker, viene spiegato, ma un problema tecnico che a fatica si tenta di risolvere, lasciando l’intera area del palazzo senza collegamenti alla rete.

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