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Gender gap: aiuti per imprese che non discriminano

In tema di gender gap, con Brave parliamo degli aiuti che spettano alle imprese propense alla parità di genere sul lavoro e che non discriminano.

Le aziende che si impegnano a portare avanti la politica di parità di genere ora possono ottenere vantaggi dallo stato italiano.

Gli ambiti in esame riguardano l’opportunità di crescita in azienda, la parità salariale a parità di mansioni, la gestione delle differenze di genere e la tutela della maternità. Il tutto in un contesto che vede in Italia al lavoro una donne su due, e un gap di retribuzione fra donne e uomini, a livello europeo, del 16 %.

Gender gap nelle imprese: il Piano nazionale di ripresa e resilienza

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede che vengano destinati dieci milioni di euro per la creazione del Sistema nazionale di certificazione della parità di genere. Nella fase sperimentale è stato deciso che ottenere la certificazione sulla parità di genere sarà più agevole per le imprese di medie e piccole dimensioni. Grazie a questa Certificazione le aziende potranno ottenere una serie di vantaggi, come i contributi previdenziali scontati dell’1%, fino a 50 mila euro nel 2022. Anche aiuti economici indiretti, come i punteggi maggiorati in caso di partecipazione agli appalti pubblici.

Il Dipartimento delle Pari opportunità sta lavorando con Sogei per sviluppare un database delle aziende che otterranno la certificazione, che dovrà essere attivo dal 2023. Gli organismi accreditati per rilasciare la certificazione di parità potranno partecipare a un avviso pubblico ed entrare a far parte di questo elenco ufficiale.

La situazione in Italia

Oggi in Italia la situazione riguardante il gender gap nel mondo delle imprese sta cercando di cambiare direzione. Per promuovere il cambiamento è necessaria la collaborazione tra pubblico e privato. Altrettanto fondamentale è il cambiamento della visione del lavoro femminile nella società, così da consentire alle donne di avere un influenza maggiore, sia nelle istituzioni pubbliche che nelle private.

Lo Stato dovrebbe anche fornire adeguate tutele alle donne che vogliono affermarsi in più ruoli diversi nella vita. Sono quindi necessarie norme giuridiche per proteggere le madri-lavoratrici. Altro aspetto fondamentale da tenere in considerazione è la formazione, a partire dalle scuole.

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, lo scorso 1 luglio, del decreto del ministro per le Pari Opportunità Elena Bonetti, ha sancito l’entrata in vigore della certificazione ‘rosa’, che consentirà d’ora in poi ai datori di lavoro di accedere ad un sistema di premialità se si dimostreranno all’avanguardia nell’inclusione delle donne in azienda.

Francesca Mazzini

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