A chi non è mai capitato di vedere un genitore “Sgridare” il proprio figlio dopo un colpo sbagliato? Purtroppo di queste storie se ne sente parlare troppo spesso, dando al figlio una sola voglia: smettere di giocare
Genitori e golf: la mia esperienza
Per mia fortuna le uniche volte che i miei genitori mi hanno visto giocare, era in campo pratica. Essendo non golfisti non potevano capire quanto fosse realmente difficile e cercavano di dirmi come fare lo swing. Dopo qualche secondo dove ho provato ad ascoltare li ho semplicemente detto: “Prego, a voi il bastone, provate”. Dopo pochi air-shot hanno capito la complessità di quello che stavo facendo e, da subito, non hanno più provato a darmi consigli sullo swing. Fortunatamente durante le gare non ero seguito da loro, quindi non potevano rimproverarmi per gli innumerevoli colpi sbagliati, i problemi sul campo erano solo con me stesso.
Purtroppo non è per tutti così…

(Credit: junior.golf)
Genitori e golf: delle scene raccapriccianti
Durante le gare che ho affrontato da dilettante mi è capitato spesso di giocare con ragazzi seguiti dai genitori. Ecco alcuni esempi che ho visto con i miei occhi.
Dopo una serie di bogey da parte di un ragazzino di 15/16 anni, il padre, che lo seguiva da lontano, caccia un urlo “Ma come cavolo (non ha proprio detto così) fai a giocare così male? Con tutti i soldi che pago per farti giocare!” facendosi sentire da tutti, anche da un arbitro non distante da noi. Dopo aver sghignazzato tra me e me, vedo la faccia del giovane giocatore triste, impotente davanti a quelle parole. Arrivati alla 18 e consegnato lo score vedo un’altra scena raccapricciante da parte del padre: lo prende da parte come per sgridarlo mentre lui è in lacrime, desolato… A distanza di anni non vedo più questo ragazzo in giro a fare gare…
Dopo una partenza non delle migliori…
Il giocatore con il padre caddy, tira un ferro 3 ad un par 4 fuori limite. Mentre il figlio tira una provvisoria in centro pista, sento il padre che mugugna “Porco spino (non ha detto così), ogni volta deve sbagliare”. Ha continuato tutta la buca nero in volto senza parlare col figlio che era deluso con la testa bassa. Con il passare delle buche, il figlio riesce a fare una sequenza di par e birdie, portando il padre in uno stato di gioia irrefrenabile. Sennonché, arrivati alla 18, tira un drive in centro out e, chiudendo la buca con un triplo bogey, fa scattare di nuovo uno stato di rabbia-depressione nel padre. Avendo abbastanza confidenza con il ragazzo, dopo il giro gli racconto di come suo padre vive il campo. Lui non se ne era accorto che fosse così emotivo. Successivamente l’ho visto solo in campo senza padre…

Richiesta ai genitori…
Se avete dei figli che fanno delle gare ad alto livello e volete a tutti i costi seguirli in campo, cercate di farlo senza giudicare la loro prestazione, che sia buona o cattiva. Altrimenti, se non riuscite proprio a stare in campo senza commentare e lamentarvi, per il bene dei vostri figli, aspettateli in club-house e a fine giro chiedetegli: vi siete divertiti?
Perché il golf è quello sport dove si è soli in campo e si combatte fino alla fine per portare a casa il meglio dalla giornata, non c’è assolutamente bisogno di giudizi esterni che possono portare a turbe psicologiche aggiuntive e, soprattutto, evitabili.





