Esteri

Germania, il governo tedesco ammette il genocidio in Namibia

Dopo più di un secolo la Germania ha ammesso di aver compiuto un genocidio in Namibia tra il 1904 e il 1908 quando il paese africano era una sua colonia. Il governo tedesco donerà inoltre la somma di 1,1 miliardi di euro per aiuti allo sviluppo favorendo soprattutto i discendenti delle vittime dei terribili massacri coloniali

La Germania e il genocidio etnico in Namibia

Il genocidio namibiano, fonte Claudio Canal

Qualificheremo ufficialmente questi eventi per quello che sono dalla prospettiva odierna: genocidio”. Con queste parole scritte in un comunicato stampa il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas parla di una storica decisione. Dopo più di un secolo, i tedeschi riconosco come genocidio i massacri inflitti alle etnie Namas e Hereros in Namibia. Un grave crimine commesso dal 1904 al 1908 quando la Namibia era una colonia tedesca e che era già stato riconosciuto da molti storici come il primo genocidio del 900′. Un dramma ammesso per la prima volta anche dalla Germania.

Il perdono e la donazione di 1,1 miliardi di euro

Alla luce della responsabilità storica e morale della Germania, chiederemo perdono alla Namibia e ai discendenti delle vittime per le atrocità commesse”, fa inoltre sapere Maas. Questa decisione è il frutto di 5 anni di difficili negoziati sul quel terribile periodo coloniale. La Germania ha inoltre deciso di donare 1,1 miliardi di euro alla Namibia come aiuti per lo sviluppo. Questa somma, però precisa Maas, non è un risarcimento ottenuto giuridicamente e l’ammissione tedesca non può aprire ad una “richiesta legale di risarcimento”. È piuttosto la volontà di sostenere lo sviluppo namibiano attraverso un programma finanziario che prevede l‘esborso dell’intera donazione in 30 anni, secondo fonti molto vicine alle trattative, destinandola in primo luogo ai discendenti delle vittime.

Stefano Delle Cave

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Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.

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