Sport

Gianni Mura, addio ad uno dei maestri del giornalismo italiano

Un uomo su cui scrivere. Un uomo da ricordare. Gianni Mura (ricoverato all’ospedale di Senigallia) ci lascia dopo aver dedicato una vita intera al giornalismo, raccontando di ogni singola manifestazione sportiva e diventando un’icona del mondo del giornale.

Lo sport ricorda Gianni Mura

A 74 anni Gianni Mura si spegne per un infarto, facendo precipitare nella tristezza più totale il mondo dello sport (già fermo a causa delle norme imposte dal Governo contro il Coronavirus).

Un uomo appassionato del suo lavoro e dello sport. La celebre firma di Repubbblica, negli ultimi anni, si era dedicata soprattutto al ciclismo e al calcio. Oggi più che mai l’Italia lo ricorda per le sue celebri cronache, proprio il giorno in cui si sarebbe dovuta correre la Milano-Sanremo.

Il suo lavoro ha ispirato i giovani a intraprendere questo percorso di scrittura, analisi e racconto. Anche in questi anni in cui la tecnologia si è sempre più imposta, Gianni Mura ha continuato a trasmettere emozioni con la sua macchina da scrivere.

La sua voglia di conoscere lo ha portato a essere un vero giramondo. Proprio questa suo modo di vivere l’ha reso un uomo capace di parlare di tutto, mantenendo sempre un certo contegno.

La sua carriera

Amava il suo lavoro e amava conoscere. Capace di poter parlare di ogni argomento, prorpio per questo motivo la sua carriera lo ha reso uno dei maestri del giornalismo.

La sua carriera inizia nel 1964 lavorando per la Gazzetta dello Sport. In seguito ha collaborato con il Corriere d’Informazione ed Epoca, fino ad arrivare negli anni 1976 a Repubblica, dove la sua carriera ragginge l’apice.

Ricordato soprattutto per le celebri cronache del Tour de France del 2007. Proprio questi racconti hanno anche ispirato il suo romanzo “Giallo su giallo” (Premio Grinzane-Cesare Pavese) e anche la sua rubrica domenicale “Sette giorni di cattivi pensieri”.

Tra i tanti saluti verso il noto giornalista compaiono anche quelli di Davide Cassani (ct della nazionale di ciclismo). Con questo saluto il ct rende omaggio a Gianni Mura come giornalista e come amico.

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