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Giovani Medici per l’Italia, photogallery della speranza: #fatecispecializzare

Una protesta o più semplicemente un grido d’aiuto in un momento cruciale per la salute di tutto il mondo. Quanti medici non riescono a specializzarsi nel nostro Paese? Quanti tagli nel ramo sanitario, per anni, hanno indebolito un settore essenziale della nostra società? Il Coronavirus ha riportato in voga un problema che sembrava ormai seppellito negli eoni del tempo: potenziare sensibilmente il Sistema Sanitario Nazionale. Ma come farlo? Il primo passo è far specializzare tutti i giovani medici italiani che rimangono impantanati nel famigerato “imbuto formativo“. Giovani Medici per l’Italia ci ha concesso in esclusiva una photogallery ricca di significati: negli scatti sono immortalati ragazzi che, dopo anni di sacrifici, guardano al futuro professionale con timore e, forse, rassegnazione.

Ma oggi qualcosa si può fare: con l’hashtag #fatecispecializzare, Giovani Medici per l’Italia tenta di smuovere le acque portando all’attenzione di tutti un problema grave che attanaglia il loro futuro professionale. E la nostra salute di domani.

Giovani Medici per l’Italia: la photogallery

Perché dare così tanto spazio a Giovani Medici per l’Italia? Dopo il video e l’intervista, abbiamo deciso di pubblicare in esclusiva anche una photogallery. L’Editore di Metropolitan Magazine ha voluto fortemente dare voce a questi ragazzi in cerca di un domani professionale migliore. Claudia Maccarrone, pochi giorni fa, ci aveva raccontato del grande disagio patito da lei e dai suoi colleghi. Ecco un passaggio significativo dell’intervista (link all’intervista completa):

“Allo stato attuale, una volta laureati, noi medici siamo pressoché inutili dal punto di vista lavorativo. Spesso in questi giorni si è sentito parlare di abilitazione d’ufficio di medici laureati, ed è stata più volte spacciata per la risoluzione definitiva dei problemi della sanità italiana. Ma non è cosi. Il neo laureato è un medico formato a metà, che ha un’ottima infarinatura generale, certo, ma al quale manca una cosa fondamentale in un lavoro che richiede di salvare vite umane: la pratica. Infatti è necessario una volta laureati accedere alla formazione specialistica o al corso di medicina generale, se si vuole veramente diventare un medico utile al Sistema Sanitario Nazionale. Ed il problema è proprio lì. Come può uno stato che fa laureare 10000 medici ogni anno permettersi di continuare a formarne solamente una media di 7000? Dove finiranno tutti quei giovani medici che si accumulano di anno in anno? La risposta è semplice: per quelli che non scelgono giustamente di andarsene, e sono circa 1500 ogni anno, esiste un limbo fatto di lavori precari come le sostituzioni del medico di medicina generale quando va in vacanza, o medico occasionale ad eventi sportivi, spesso con compensi ai limiti del ridicolo. Parlo di cene in ristoranti, o remunerazioni di 6 euro l’ora, sui quali vanno pagate ovviamente le tasse. Una miseria dopo anni di sacrifici…”

Queste parole non possono certamente essere ignorate. E se le dichiarazioni non bastassero per far breccia nella coscienza di molti, ecco le fotografie dei medici. Loro ci hanno messo la faccia. Vorrebbero soltanto aiutare il prossimo esercitando il proprio mestiere, frutto di passione e sacrifici. E allora da #fatecispecializzare tramutiamo l’hashtag in #FATELISPECIALIZZARE.

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