Free gifting: è questa la nuova moda spopolata sul web. Regalare prodotti agli influencer per ottenere pubblicità in cambio. Il popolo del web non la prende molto bene e scoppiano polemiche sulla nuova strategia di marketing diffusa sui social network.
Free gifting, cos’è la pratica marketing influencer con montagne di regali

Non è da poco che si parla del fenomeno del free gifting. Probabilmente meno conosciuto con questo nome, ma da molto dibattuto. Sin da quando le imprese produttrici sono sbarcate anche sulle piattaforme digitali, il mondo pubblicitario ha subito una grande evoluzione. Si è passati dalla classica pubblicità “distante” fatta in tv, ad una interattiva e ravvicinata.
Quando sui social si entra a contatto con un contenuto sponsorizzato, si ha di fronte un tipo di pubblicità diversa. Una pubblicità “reale”. Infatti, in questi ambienti il volto della sponsorizzazione è sempre scelto con estrema cognizione di causa e precisione. Si ha bisogno di una persona conosciuta, ritenuta credibile e con almeno qualche migliaia di followers sui suoi profili. Un influencer, un* content creator, per l’appunto. Che registrerà questa pubblicità direttamente dal suo telefono (non con videocamere professionali in studi di registrazione) e che racconterà di come quel prodotto sia stato efficace (o meno, in alcuni casi). Magari, allegando anche clip di testimonianza per assicurarsi di risultare convincenti.
Polemiche contro gli influencer: la trasparenza non sempre è il loro forte
Una delle regole fondamentali del free gifting prevede che l’influencer impegnato nella promozione renda sempre chiaro ed evidente la natura di quel contenuto. Per farlo, dovrà dirlo oppure aggiungere delle scritte come “#suppliedby“, “#giftedby” o semplicemente “#gift” visibili durante la fruizione del post e che possano lasciare intendere che si tratti di pubblicità. Viene sempre fatto? Tendenzialmente sì, ovviamente ci sono casi in cui questo non viene rispettato.
Evasione del fisco anche sui social
Un altro aspetto del marketing influencer che ha sollevato polemiche è la dichiarazione fiscale degli ADV realizzati, nel momento in cui content creator e influencer realizzano contenuti sponsorizzati. Di regola, infatti, chi lavora sui social come personaggio pubblico deve obbligatoriamente dichiarare il compenso che riceve. Come tutti gli altri, d’altronde. Questo però non sempre viene fatto. Ci sono stati casi in cui volontariamente si è omesso il reddito percepito, anche in casi in cui la sponsorizzazione fosse ufficializzata.
L’ennesima prova che non è tutto ora quello luccica. Soprattutto quando si parla di social e sui social.
Giulia Celeste
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