I cittadini italiani sembrano essere sempre meno favorevoli alla donazione degli organi. A dimostrarlo sono le statistiche che hanno svelato come, nei primi tre mesi del 2025, il 40% delle persone che ha rinnovato la carta d’identità (circa novecentocinquantamila) ha esplicitamente negato il consenso. Si tratta della percentuale più alta registrata negli ultimi dieci anni, da quando, cioè, vengono raccolti i dati delle dichiarazioni di volontà sottoposte al momento del rinnovo dei documenti.

Il Centro Nazionale Trapianti, che si occupa di coordinare la distribuzione degli organi donati in tutti gli ospedali italiani, ritiene quesra tendenza piuttosto preoccupante. Ad un accrescersi delle opposizioni, infatti, corrisponde una possibilità sempre minore di salvare pazienti in attesa più o meno urgente di un organo.

Le modalità per consentire (o rifiutare) la donazione degli organi

Esistono diversi modi per accogliere o negare il consenso alla donazione degli organi. Il primo riguarda le persone che perdono la vita in ospedale, soprattutto in terapia intensiva. Spetta ai medici specializzati parlare con i parenti e informarli circa la possibilità di dare il permesso. Il secondo, invece, avviene rinnovando la carta d’identità. Si tratta di un’opzione garantita dal 2015; da allora ha consentito di inserire venti milioni di dichiarazioni di volontà nel sistema informativo trapianti.

Un ulteriore modalità, infine, consiste nell’iscrizione all’AIDO, l’associazione italiana della donazione di organi. Attualmente, nel sistema informativo sono depositati 22,3 milioni di dichiarazioni, corrispondenti a 15,5 milioni di consensi e 6,8 milioni di opposizioni.

Federica Checchia

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