Vincenzo Grifo si è preso definitivamente l’Italia. Nell’ultima tornata delle Nazionali, l’ala sinistra del Friburgo è stato tra i più positivi. Nel match contro l’Estonia non si è soltanto accontentato di realizzare il primo gol in azzurro, ma addirittura la sua prestazione è andata oltre mettendo a segno una doppietta. Il sogno di Vincenzo, ora, è quello di tornare prima o poi in Italia, vestendo però la maglia di un club di Serie A. Tra questi potrebbe inserirsi la Fiorentina? Il modulo studiato da Prandelli potrebbe favorirlo.
Grifo, il bisogno vitale di azzurro
Al cuore non si comanda. Un modo di dire celebre anche a chi per sangue e cultura familiare si sente al 100% italiano, ma per forza di cose nasce e risiede tutt’ora oltralpe. Un legame stretto e colmo di orgoglio per il diretto interessato, tanto da indurlo a prendere la decisione più emozionante della propria vita: rendere omaggio ai propri affetti indossando la maglia più cara, quella azzurra.
Un identikit che pare dunque abbastanza palese, il ragazzo in questione è niente di meno che Vincenzo Grifo. L’esterno in forza al Friburgo, frutto dell’amore di papà e mamma italiani (rispettivamente siciliano e leccese) costretti a trasferirsi in Germania per puntare a una vita migliore. La sua sembra quasi una storia di altri tempi ed in parte assume proprio quei connotati. Un ragazzo fiero del suo DNA, voglioso di riscattare le sofferenze dei propri cari mostrando alla terra di origine di avercela fatta. Il suo cammino si può quasi riassumere come una piacevole scalata volta a restituire un posto nel nostro paese ai propri genitori. Esattamente quello che l’Italia in passato gli ha negato.
Vincenzo nasce a Pforzheim nel land del Baden-Wuttemberg e fino ad oggi non ha mai abbandonato i confini teutonici. Il percorso più naturale sarebbe stato sicuramente quello di tenere per Ballack e compagni, ma l’idea sembra non essergli mai passata per la mente. Esordisce nelle giovanili del Germania Brotzinger nel 2006, lo stesso anno in cui essere un italiano nato e cresciuto in Germania assume un gusto speciale. Vincenzo Grifo vede Fabio Cannavaro alzare la Coppa del Mondo e quell’evento lo illumina su quale sarà l’obiettivo della sua neonata carriera calcistica. Un sogno che realizza in parte nel 2013 quando esordisce con l’Under 20, facendolo non tanto lontano da casa. In Svizzera veste, infatti, per la prima volta l’azzurro venendo lanciato in campo da un certo Chicco Evani, un nome che in questi giorni avrete sicuramente sentito nominare. In quello stesso anno ci sarà anche un assaggio di Under 21, ma Gigi Di Biagio non lo riterrà mai utile al suo progetto tecnico.
Il numero 10 e la fiducia del Mancio
La carriera di Vincenzo fatica però a decollare e così anche i selezionatori azzurri smettono di interessarsi a lui. Nel frattempo cambia più volte casacca: dall’Hoffenheim passa a Friburgo e Monchengladbach per poi fare dietrofront. Sono passati ormai 5 anni da quell’emozionante prova di azzurro e lo stesso Grifo non sa però che il meglio dovrà ancora venire. L’autunno 2018 gli fa due regali indimenticabili: l’esordio in Champions League e soprattutto quello con la Nazionale Maggiore di Roberto Mancini.
Per la selezione 4 volte Campione del Mondo non è però un momento facile, anzi è il peggiore di sempre. Gli ultimi Mondiali di Russia noi italiani li abbiamo visti soltanto in tv e dunque spetta al Mancio il duro compito di riportare l’Italia nelle posizioni di lusso a livello mondiale. Quando vengono diramate le convocazioni per il doppio impegno con Portogallo e Stati Uniti tutti notano una curiosa novità. Ci si chiede chi sia questo italotedesco, fino a quel momento quasi sconosciuto.
Il ragazzo non figurava di certo tra le stelle della Bundesliga e dunque era estremamente preventivabile lo scetticismo iniziale. A maggior ragione quando Roberto Mancini gli affida, in occasione del match contro gli USA, una maglia non proprio di poco conto: la numero 10 di Roberto Baggio e Francesco Totti. Una scelta che per alcuni sembra la fotografia perfetta della carestia di talenti che interessa il nostro movimento. Grifo però non si scompone e man mano dimostra di essere una delle scommesse più azzeccate dal nuovo ct azzurro.
Ora l’Italia si è accorto di questo ragazzo partito quasi da oggetto di scherno a uomo realmente utile nella corsa verso l’agognato Europeo. Una certificazione arrivata l’11 novembre nell’amichevole con l’Estonia, nel migliore dei modi possibili: con una doppietta. Vincenzo sembra quasi essere inebriato dal calore del popolo italiano e chissà se in futuro ci sarà mai l’occasione di vederlo sui prati della nostra Serie A. Lui stesso, qualche giorno fa, ha reso note alcune trattative del passato con diversi club italiani. Tra questi c’è anche la Fiorentina che potrebbe interessarsi a rendere questo discorso nuovamente attualità.
Fiorentina: si può sognare il colpo Grifo?
Mentre Vincenzo Grifo realizzava infatti il sogno di siglare un micidiale uno-due in azzurro, in casa viola si sono svolti i preparativi per il Prandelli-Bis. L’ex ct è ritornato a Firenze per svolgere più o meno lo stesso compito che, tra il 2010 e il 2014, ha svolto in parte in Nazionale. Quella volta al tecnico di Orzinuovi era affidata un’opera di restyling dopo il fallimento del mondiale sudafricano, ancora influenzato dai fasti di quattro anni prima. Oggi Cesare Prandelli raccoglie dal suo predecessore una Fiorentina ancora alla ricerca della sua identità.
Il cambio dirigenziale non ha al momento portato i frutti sperati. Tra un eccesso di sicurezza e qualche errore dettato dall’inesperienza ad operare nel mondo del calcio europeo, Rocco Commisso ha commesso qualche ingenuità di troppo. Una tra queste è la riconferma di Beppe Iachini, pur essendo a conoscenza della scarsa fiducia nei confronti dei suoi dirigenti verso il tecnico marchigiano.
Il suo 3-5-2 non ha funzionato ed infatti non verrà adottato da Cesare Prandelli. Ci sono ancora dubbi tra 4-3-1-2 e 4-3-3, ma la cosa sicura è che entrambi gli schieramenti necessitano dell’incisività degli esterni. Un tipo di gioco in cui Vincenzo Grifo si sposa alla perfezione e dunque non sembra poi totalmente fantasia l’ipotesi che possa essere nella lista dei preferiti di Prandelli. E’ anche vero però che quella posizione è occupata da un certo Franck Ribery, eppure allo stesso tempo non possiamo non considerare il fattore anagrafico.
Nessuno discute la sua immensa classe, ma è anche giusto ricordare che la sua esperienza in viola è stata influenzata perlopiù da problemi fisici ed una resa ad intermittenza. Sembra quindi opportuno pensare già in prospettiva futura ed un profilo come quello di Grifo non può essere messo in secondo piano. Il ragazzo ha voglia di respirare nuovamente Italia e se dovesse scegliere la Fiorentina, potrebbe rivelarsi un’operazione che gioverebbe ad entrambe le parti.
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