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GTA Trilogy – The Definitive Edition: Recensione e ardua sentenza

Si fa sempre più lontano il giorno in cui uscì GTA V, a cavallo tra la settima e l’ottava generazione di console. Gli amanti della saga chiedono infatti da anni, e a gran voce, un nuovo capitolo e le notizie a riguardo, spesso di dubbia attendibilità, sono ancora molto risicate. La risposta di Rockstar all’insoddisfazione generale è, rullo di tamburi, l’ennesima manovra a favore dei nostalgici. Qualcuno leggendo queste prime righe starà pensando “Ebbene? Che c’è di male?”. Non c’è nulla di male infatti. Tralasciando la facile polemica su questa categoria di prodotti, riproporre tre cult in una “remastered” ha sicuramente i suoi aspetti positivi. In primis, si dà modo alle nuove generazioni di recuperare classici come GTA III, GTA Vice City e GTA San Andreas. In secondo luogo sì dà la possibilità a giocatori più… esigenti di valutare l’evoluzione tecnica di una saga in una prospettiva diacronica; proprio su quest’ultimo punto vorrei porre l’accento in questa mia disquisizione sulla GTA Trilogy – The Definitive Edition.

Premetto che in questa recensione non mi soffermerò sul valutare trame e personaggi; a distanza di 17 anni dal titolo più recente tra quelli rimasterizzati, sarebbe del tutto inutile. Ritengo sia molto più interessante, trattandosi appunto di una Definitive Edition, considerare gli aspetti tecnici di questa edizione.

Tre ambientazioni epiche

Tra i tre titoli inseriti in questa edizione quello che ha senza dubbio l’importanza maggiore è GTA III. A partire dal terzo capitolo si gettano infatti le fondamenta dei capitoli più recenti. Grazie anche alla maggior potenza di fuoco offerta dal passaggio generazionale avvenuto con PlayStation 2, si è potuta rivoluzionare la serie. Si è quindi favorito l’open world in terza persona alla visuale dall’alto tipica dei titoli per GameBoy Color (console per la quale, fra l’altro, uscirono i primi due Grand Theft Auto).

Liberty City

Da GTA III in avanti la DMA Design, ribattezzata col nome di Rockstar North in seguito all’acquisizione da parte di Take Two Interactive, ha mantenuto le meccaniche di base ivi introdotte, migliorandole negli anni e implementandone di nuove. La serie dunque si reinventa sulla nuova console di casa Sony; ripropone così in un più immersivo 3D la Liberty City che i giocatori più giovani hanno potuto apprezzare in GTA IV; naturalmente ai tempi della PS2 la città era di gran lunga più piccola ed era in minor parte ispirata a New York City.

GTA Trilogy - The Definitive Edition: Recensione e ardua sentenza
Liberty City in GTA III – Definitive Edition

Vice City

Forte del successo del suo predecessore, GTA: Vice City si piazzò come secondo gioco più venduto per PlayStation 2, con 9 milioni di copie vendute nel dicembre del 2003; cifre che ancora oggi non sono semplici da raggiungere nonostante l’aumento esponenzionale di giocatori osservato in quasi un ventennio. Nonostante i numeri da capogiro, Vice City, palesemente ispirata a Miami, tra le tre epiche ambientazioni della saga, è quella meno ricorrente.

GTA Trilogy - The Definitive Edition: Recensione e ardua sentenza
Vice City in GTA: Vice City – Definitive Edition

San Andreas

A completare la collezione rilasciata da Rockstar vi è San Andreas. Se i numeri raggiunti da Vice City stupiscono, quelli di questo titolo lasciano senza parole. Con 27,5 milioni di copie vendute (al 2011) è il gioco di maggior successo per PlayStation 2; oltre che il 26° più venduto della storia. Se tralasciamo i titoli bidimensionali della quinta generazione, con questo nuovo capitolo viene introdotta la nuova ambientazione; che verrà poi riproposta nove anni dopo in GTA V.

Insomma La Definitive Edition, oltre a farci rivivere vecchie glorie dei primi anni duemila, ci porta alla scoperta delle ambientazioni originali della serie; facendoci apprezzare maggiormente i cambiamenti apportati negli anni successivi.

GTA Trilogy - The Definitive Edition: Recensione e ardua sentenza
San Andreas in GTA: San Andreas – Definitive Edition

Edizione Definitiva (ma non troppo)

Ritengo sia doveroso porsi una domanda prima di valutare questa edizione: Cosa è lecito aspettarsi da una Definitive Edition venduta a 59,99€? A differenza di una HD Collection, venduta a prezzo ridotto, credo sia normali aspettarsi qualcosa di più di una “semplice” rimasterizzazione con texture in 4k. Una Definitive Edition dovrebbe essere DEFINITIVA. Vale a dire innanzitutto che, a prescindere da tutto, i bug devono essere corretti. Dopodiché sulle ristampe a mio avviso sono due le strade:

  • Limitarsi a rimasterizzare in HD il titolo per renderlo fruibile su console meno vetuste e su schermi più grandi. Questo perché i titoli per PlayStation 2 venivano giocati su schermi che erano mediamente la metà di quelli impiegati al giorno d’oggi; oltre che con una risoluzione molto inferiore. Un upscaling delle texture e delle cutscenes è quindi d’obbligo in questi casi. Questa modalità non ringiovanisce di certo il titolo ma ne fa apprezzare i contenuti e le meccaniche così come si presentavano all’uscita.
  • Rimodernizzare completamente il titolo nelle meccaniche e nella grafica. Considerando che le ambientazioni sono le medesime di GTA IV e GTA V una buona parte del lavoro in questo caso sarebbe già stata pronta; alla Liberty City di GTA IV sarebbe bastato un upscaling delle texture per ringiovanirla.

Perchè faccio questa considerazione? Semplicemente perchè questa trilogia, riproposta per le ultime due generazioni di console, è un progetto che, come si suol dire, non è nè carne nè pesce. Presenta un livello di dettagli delle texture maggiore mantenendo però del tutto immutati i modelli poligonali. Allo stesso tempo perfeziona gli effetti ambientali ma rinnova del tutto l’illuminazione. Fisica e meccaniche rimangono quasi del tutto immutate se non per l’implementazione delle “ruote di selezione” per le armi (ereditata da GTA V).

Ciò che ci si presenta davanti non sono quindi né i titoli usciti tra il 2001 e il 2004, né una loro reale modernizzazione.

L’ardua sentenza

Non sono mai stato un grande fan della saga di Grand Theft Auto ma come molti ragazzi della mia generazione sono cresciuto con essa e ho cari i ricordi dei pomeriggi passati a giocarci. Da questa edizione mi aspettavo un impegno maggiore da parte di Rockstar; specie considerando che devono la loro fama soprattutto a questi tre cult. Il progetto non solo è stato delegato ad uno studio esterno ma è stato chiaramente supervisionato e revisionato con negligenza; come dimostra la grande quantità di bug e glitch presenti soprattutto in Vice City.

GTA - photocredits: padsolitario

Dietro questo progetto non vi è altra filosofia se non quella di attrarre sia i nostalgici che i nuovi giocatori; il tutto minimizzando gli sforzi. Giocando a questa Definitive Edition non si ha né la possibilità di apprezzare la reale evoluzione del brand, dal 2001 a oggi, né si può rivivere queste tre vecchie glorie con una veste grafica realmente moderna.

Alla luce di quanto detto finora non posso che giudicare l’operato di Grove Street Games un lavoro insufficiente e per il quale non si giustifica minimamente il prezzo con il quale è stato lanciato sul mercato.

GRAND THEFT AUTO: THE TRILOGY – DEFINITIVE EDITION | TESTATO SU PS5

+Texture migliorate (non sempre in maniera efficace)
+Upscaling della risoluzione

-Non è né una remastered né un remake
-Numerosi bug e glitch non corretti
-Modelli poligonali rimasti immutati
-Miseri miglioramenti nella fisica o nelle meccaniche

VOTO: 4

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Matteo Cucchi

GTA Trilogy - The Definitive Edition: Recensione e ardua sentenza

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Matteo Cucchi

Diplomato in Scienze Applicate e studente di Lettere presso l'Università di Ferrara. Appassionato da molti anni di videogiochi, fumetti, manga e di nerd culture in generale.
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