Harold Pinter e le sue tragicommedie, l’impegno politico e i riconoscimenti. La morte il 24 dicembre 2008 a Londra
Harold Pinter, pinteresque e teatro dell’assurdo
Muore a Londra, il 24 dicembre 2008 il drammaturgo e sceneggiatore cinematografico inglese Harold Pinter, premio Nobel per la letteratura nel 2005. Rappresentante del teatro dell’assurdo di Samuel Beckett, impegnato politicamente nelle difesa dei diritti umani e critico verso la politica estera statunitense, lo ricordiamo con una delle sue frasi più celebri: “In altre parole oltre al noto e all’ignoto, che altro c’è?” per introdurre le tragicommedie che ha portato in scena.

Dove i suoi personaggi apparentemente insignificanti, ripiegati su se stessi, che rifuggono da tutto ciò che è ignoto, a un certo punto vengono disturbati da qualcosa che mette in discussione la loro tranquillità apparente e che li spinge a comportamenti assurdi e grotteschi. Col termine pinteresque, inizia a essere identificato a inizi anni ’60 questo genere di commedie.
Harold Pinter e l’esordio con The Room nel 1957
Un’inquietudine che non sempre viene dal mondo esterno. La stessa casa in cui si abita può essere fonte di angoscia e inquietudine, proprio come accade nell’opera di esordio di Pinter, nel 1957, The Room, La stanza, in scena per la prima volta all’Università di Bristol. E’ dentro una stanza in cui vive un’anziana coppia, che si consuma la tragicommedia in cui la loro esistenza banale e ordinaria, scandita dai riti del tè del pomeriggio e da qualche uscita serale, viene disturbata da visite inopportune.
Prima due giovani in cerca di una sistemazione, che credono disponibile il posto in cui abitano i due anziani. Poi un uomo di colore che sa dell’oscuro passato della donna e decide di portarla via. L’uomo viene aggredito e poi ucciso dal marito, quando torna a casa.

L’influenza di Beckett
A fare da sfondo, una realtà ambigua e inconoscibile. in cui naufraga ogni sforzo di ritagliarsi sicurezze in una terra di nessuno, dove si è collocati per puro caso. Il Pinter dei primi anni, influenzato dal teatro di Samuel Beckett appartiene alla generazione degli Angry Young Men inglesi degli anni ’50, che dopo l’opera di esordio, prosegue con le opere teatrali The Birthday Party del 1958, The Caretaker del 1960 e The Homecoming del 1964.
Al cinema la sceneggiatura del film La donna del tenente francese con Meryl Streep
Negli anni Sessanta è impegnato nelle sceneggiature cinematografiche dei suoi lavori, ma anche del regista Joseph Losey nei film Il servo e L’incidente nel 1967 e nel suo film più conosciuto in Italia, La donna del tenente francese, interpretato da Meryl Streep, per la regia di Karel Reisz nel 1981. Premio Flaiano per la sceneggiatura nel 1982, lavora con il regista Kenneth Branagh in Sleuth – Gli insospettabili. In teatro, invece, ottiene anche il riconoscimento con la nomina a membro del Royal National Theatre come regista associato.
L’impegno politico e il premio Nobel per la letteratura
La sua passione per la politica, invece, lo porta, a metà degli anni’80, a denunciare l’oppressione nelle carceri e negli istituti per malattie mentali. Si batte per il riconoscimento dei diritti della minoranza curda in Turchia a cui dedica la commedia Mountain Language. Un’opera teatrale in un unico atto pubblicata per la prima volta nel Supplemento letterario del Times del 7 ottobre 1988. In scena per la prima volta al Royal National Theatre di Londra il 20 ottobre 1988, è interpretata da Michael Gambon e Miranda Richardson.
Decisa anche la sua opposizione alle dittature sudamericane, all’invasione russa dell’Afghanistan del 1979 e alla guerra in Iraq del 1991. Il Nobel conferitogli pochi anni prima della sua morte dall’Accademia di Svezia è stato così motivato: “Nelle sue commedie scopre il baratro che sta sotto le chiacchiere di tutti i giorni e spinge ad entrare nelle stanze chiuse dell’oppressione”.
Anna Cavallo





