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House of the Dragon: la recensione del terzo episodio

Atmosfera cupa, una maschera, è il Mangiagranchi: Drahar. Daemon con la sua bellissima armatura ed un vistoso elmo, vola a cavallo del suo drago, tra il fuoco e le macerie, in cerca di questo strano personaggio. E’ così che inizia il terzo episodio di HotD.

House of the Dragon: tre anni dopo gli eventi del secondo episodio

Re Viserys I e la principessa Rhaenyra

Uno stacco di montaggio, e ci si ritrova in tutt’altra atmosfera: a castello il re sta festeggiando il secondo anno di suo figlio, finalmente ha avuto l’erede tanto desiderato. Assistiamo dunque ad un salto temporale di tre anni nel terzo episodio, e questo già suscita la curiosità degli spettatori. Cosa sarà accaduto in tutto questo tempo? Come sono cambiate le cose? Ma soprattutto, che fine ha fatto Rhaenyra? Non partecipa alla festa in onore del fratello, non è difficile intuire il suo essere contrariata per lo svolgimento degli ultimi eventi in casa Targaryen.  La principessa è sotto le fronde dell’importante albero della casata dei draghi, appositamente in disparte, persa nella lettura di un libro tra le note del canto di un menestrello. Da lì in poi però la ragazza sarà interrotta dalla nuova regina: Rhaenyra deve assolvere ai suoi compiti e partecipare alla caccia nei boschi organizzata dal re.

Un nuovo nome, un nuovo personaggio entra a far parte della storia, è un Lannister: Jason Lannister. Con questo giovane pieno di sé entra in gioco un nuovo tema, Rhaenyra è maggiorenne e deve sposarsi, un altro motivo che spinge la giovane a nutrire rabbia verso il padre. La principessa scappa nel bosco adirata ed inseguita da Ser Criston, la guardia reale che lei stessa ha scelto, e c’è da ammetterlo, i due insieme nella foresta, a confidarsi l’un l’altro, non sono niente male da vedere (certo non competono minimamente con l’adrenalina emotiva che si scatena nelle scene Daemon/Rhaenyra). Dunque dopo un attimo di confusione, la natura del rapporto tra i due è chiaro: Emanano semplicemente vibes da migliori amici.

Il cervo bianco e l’erede al trono

Nel bosco, intanto, è comparso un animale raro: il cervo bianco. A tal proposito il primo cavaliere del re, nonché padre della regina, non fa che calcare e ricalcare il fatto che questo animale si sia presentato proprio il giorno del compleanno del suo nipotino. Un segno della volontà degli dei, dice Otto Hightower, cercando di instillare nella mente di Viserys l’idea di Aemon come erede al trono. Otto è decisamente l’esatta rappresentazione dell’arrampicatore sociale, non c’è dubbio, e dopo aver utilizzato la figlia come mezzo per arrivare al re, ora vuole assicurarsi un nome, un futuro, la ricchezza, il potere assoluto, tramite la futura reggenza del piccolo nipote. Viserys appare debole, è pieno di dubbi, il momento prima sembra un padre amorevole nei confronti della principessa, che non vuole forzarla in cose da lei non desiderate, un padre che crede nella propria promessa di farla divenire erede al trono, regina; l’attimo dopo invece il re è lì a pensare di nominare erede al trono il suo primo figlio maschio, sostenendo di averlo visto in una visione, tanti anni prima.

Una scena preziosa di questo episodio scioglie ogni nodo, il cervo bianco si presenta al cospetto di Rhaenyra spontaneamente, la fissa diritta negli occhi, e non si può pensare altro se non che quello sia il reale simbolo con un unico significato: comunque vadano le cose, al di là di ogni dubbio o evento, è lei destinata ad essere la vera sovrana dei sette regni!

Daemon contro il Mangiagranchi

Al primo posto però, tra tutte le cose trattate in questo episodio (che sicuramente è molto importante per lo sviluppo della storia) mi sento di mettere decisamente la battaglia. Daemon che sventola bandiera bianca e subito dopo attacca i nemici, Laenor Velaryon che appare in sella al drago con tutta la potenza del sangue Targaryen che gli scorre nelle vene, e poi ancora il Mangiagranchi ridotto a metà dalla spada del principe. Ognuno di questi elementi sprizza GoT da tutti i pori, un assaggio della bellezza dei combattimenti ai quali siamo abituati ad assistere nell’universo del Trono di Spade. Qualcosa che mi fa ben sperare nelle prossime battaglie a cui assisteremo.

Personalmente non vedo l’ora che esca il prossimo episodio, e voi? Appuntamento al 12 settembre, nel frattempo: Buona visione e Drac…Ah dimenticavo, non so se l’avete notato ma quando il re consegna la lettera destinata a Daemon al messaggero, si vede sul suo guanto un po’ di green screen, la prova evidente che anche una produzione di questo calibro può sbagliare. Al prossimo episodio, Dracarys!

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Sara Di Luca

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