Hugh Grant dice no alla Brexit con una campagna porta a porta

Regno Unito, Brexit: tre elezioni in quattro anni. L’attore Hugh Grant si schiera dalla parte dei democratici e lo fa bussando alla porta dei londinesi

Si chiama Hugh Grant, ha 59 anni, è un attore britannico ed è anti-Brexit. Un attore britannico piuttosto conosciuto, vincitore di un Golden Globe protagonista di commedie romantiche come Notthing Hill o Il diario di Bridget Jones. Eppure, se se ne parla oggi, in questo determinato contesto, non è per un suo successo cinematografico.

L’attore ha deciso di affiancare esponenti politici liberal-democratici come Luciana Berger – candidata nel collegio di Finchley and Golders Green – in una campagna politica particolare. Una campagna porta a porta.

La campagna #stopbrexit

Quelle del prossimo 12 dicembre sono le terze elezioni indette per uscire dall’Europa nel giro di soli quattro anni. Secondo Grant, infatti, la situazione politica del Regno unito sta man mano modificandosi. Lo dicono le statistiche, lo dicono i sondaggi. I sudditi della regina Elisabetta non sono più favorevoli in maniera compatta a tale decisione, ed è necessario, secondo lui, incentivare questo rifiuto.

La mentalità della popolazione, a quanto pare, si sta evolvendo, e a questo giro ci sarebbero più possibilità di battere i conservatori. La campagna pro-Brexit risulta ormai obsoleta e un buon modo per contrastarla è sembrato bussare alle porte dei cittadini e cercare di far capire loro quanto la situazione stia cambiando. 

Brexit: aggiornamenti sulla situazione

Il quadro generale è quello di una manovra che viene posticipata ormai da tempo. Le tempistiche burocratiche classiche per questo genere di decisioni sono all’incirca di due anni, per concludere le trattazioni e definire i particolari. Tuttavia, questo processo ha avuto inizio a giugno del 2016, quando i cittadini si sono espressi votando per l’uscita al 52%.

Ad oggi la situazione è ancora in bilico. La data di uscita è stata nuovamente posticipata, secondo quanto stabilito nell’ultimo Consiglio europeo, al 31 gennaio 2020. La motivazione è quella di concedere più tempo per la ratifica dell’Accordo.

Così, si ha anche un’altra possibilità per indire le elezioni. Una possibilità, quella del 12 dicembre, in cui la situazione potrebbe ancora una volta ribaltarsi, con l’elezione di un primo ministro contrario alla Brexit. 

fonte: Wikipedia Commons

Lo scontro con il premier Johnson

I rapporti con l’attuale primo ministro, Boris Johnson, non si possono definire tranquilli. L’attore, infatti, si è già espresso aspramente in merito al suo modo di amministrare il paese e gli ha riservato non poche critiche.

L’ex sindaco di Londra è stato da lui definito “un giocattolo di gomma”, un politico “che riesce a pensare solo a se stesso”. La prospettiva di un paese nelle sue mani, poi, “terrificante”. 

Nel mese di agosto, poi, si è dimostrato apertamente contrario alla decisione del premier britannico di chiedere alla regina la sospensione del Parlamento.

Insomma, tra i due non scorre buon sangue, e di certo Hugh non si è fermato dal tuonare senza troppi veli. “Lei non f*****à il futuro dei miei figli. Lei non distruggerà le libertà che mio nonno ha combattuto due guerre mondiali per difendere.” 

Molto diversi i termini con cui si esprime sulla piattaforma Twitter Luciana Berger, dichiarandosi felice di essere stata supportata dall’entusiasmo della star di Hollywood. Evidenzia, poi, quanto sia importante votare responsabilmente alle prossime elezioni. Si accoda Grant “la responsabilità è di tutti noi”. 

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