Cinema

“I fratelli De Filippo”, il vero motivo del sangue amaro stasera in prima tv

Adv
Adv

“Questo natale si è presentato come comanda Iddio. Co’ tutti i sentimenti si è presentato.” Una roccia pronta a intenerirsi. È Lucariello, il personaggio ideato da Eduardo De Filippo, in “Natale in casa Cupiello“. Lui che con sciarpe, mutandoni di lana, sotto le coperte dentro il letto, si ‘scetava’ tremante di freddo. Voglio i tubetti con i fagioli, ripeteva da napoletano convinto. Arma il presepe, un recipiente di latta con la colla Cervione scaldata, per assemblare sugheri e cartapesta. Antiche scene, che hanno tepore da poter scaldare i cuori. Il suo ‘segreto’, è qualcosa che a che fare con l’umiltà, è il sentirsi ancora innocente; è conservare intatta ‘l’inadeguatezza’, quell’imbranato emotivo che ha dentro. Che fa restare giovani. Che più sembra ti faccia sentire emarginato, più ti rende autentico. Il film stasera in prima tv, racconta la storia vera di Eduardo, Peppino e Titina: “I fratelli De Filippo”.

Sipario“. La frase è pronunciata da Eduardo (Mario Autore), la notte di Natale del 1931 prima di andare in scena. Ha appena avuto l’ennesimo contrasto con Peppino (Domenico Pinelli) che se ne va. Con la grazia delle musiche di Nicola Piovani, Sergio Rubini, regista di “I fratelli De Filippo” del 2021, rende omaggio alla storia del teatro italiano. È la Napoli degli inizi del ‘900. I tre fratelli vivono insieme alla madre Luisa De Filippo. Il padre naturale Eduardo Scarpetta (Giancarlo Giannini), il più famoso attore e drammaturgo del tempo, si spaccia come loro zio. Non li considererà mai figli legittimi. L’unico erede del patrimonio e della sua arte, sarà considerato l’altro figlio Vincenzo (Biagio Izzo). Che erediterà la compagnia teatrale, dove Eduardo e Peppino lavoreranno come attori. Tra i diverbi, proprio nella notte di Natale del 1931, il loro sogno comincia ad avverarsi al Cinema Teatro Kursaal: per tutti, e per l’eternità, andò in scena “Natale in casa Cupiello“.

I fratelli, coltelli e sceneggiate

Recitano entrambi se stessi, ma l’acredine e la gelosia tra i fratelli Eduardo e Peppino, non fu cosa da poco. Portò allo scioglimento della compagnia teatrale. Fu proprio Peppino a rivendicare la paternità della famosa frase, quasi tormentone, “Te piace o’ presepe?“, di “Natale in casa Cupiello“. Volendo stracciare dalle mani del fratello l’appropriazione indebita dell’intera opera. Nata, a suo dire, dall’improvvisazione dell’intera famiglia, dal reale, dal quotidiano. Anche la sorella Titina (Anna Ferraioli Ravel nel film), non è estranea ai litigi, che saranno appianati dalla madre; una donna coraggiosa, verace, che abbandona ogni lustrino e vanità. Marisa Laurito sarà Rosa De Filippo. Edoardo era la mente artistica del loro teatro, e Peppino l’amministratore. Questo ‘contratto’ non servirà a stabilire la pace a lungo: arriveranno a recitare e a chiudersi nei propri camerini a fine spettacolo senza parlarsi.

“Tu si’ ‘a punizione mia, i’ ‘n t’agg dat’o nome, ma tu te si’ arrubbat’ l’arte!”, dirà ad Eduardo suo padre, un Giancarlo Giannini ispirato, con tutte le vene in risalto, “un predatore erotico pieno di fascino” per Rubini; egli comprende, senza ammetterlo fino in fondo, che quel figlio aveva meravigliosamente carpito i segreti del mestiere. Ogni anno questo padre snaturato, ma grande uomo di scena, dava nella sua villa ‘La santarella‘ (dal nome di una riuscita commedia), una festa per il compleanno della figlia. Sulla facciata della casa, si leggeva a caratteri d’incisione “Qui rido io“.

De Filippo, da quel Natale in poi..

Sergio Rubini risalta nel film quell’arte di arrangiarsi, e quel dolore, che fa nascere il talento. Stasera in tv, “I fratelli De Filippo“, è la storia di un riscatto, di speranza. “Noi tre insieme possiamo fondare una compagnia tutta nostra. Adda essere una rivoluzione! Il Trio De Filippo”. Così fu: Eduardo ha cambiato il teatro, la scena, la lingua“Li volevo raccontare come se fossero i Beatles, giovani donnaioli, traditori, litigiosi in una storia tutta italiana, una famiglia sgangherata che alla fine ce la fa“, dice Rubini. Molto più acerrimi dei baronetti di Liverpool sono questi De Filippo: la faida familiare al veleno, ha acceso le cronache, dividendo i seguaci in peppiniani ed eduardiani.

Eduardo legò la propria carriera e successi al teatro, creando opere come “Napoli Milionaria”, “Filomena Marturano”, “Questi Fantasmi“. Come disse Orson Welles, i suoi tempi recitativi erano carenti davanti la macchina da presa, rispetto a Peppino, che rubava la scena al cinema persino a Totò. Ma in quella notte di Natale, erano tutti e tre uniti a “Spara ’i botte, alluma ’sti bengale, arust’ e capitune.. Ncoll’ e pasture!…”. E, il freddo era soltanto una condizione climatica: “Io me ne so accorto, stanotte, con la casa fredda, non potevo pigliare calore. Due maglie di lana, sciarpa, scialle …… I pedalini ‘e lana…. Te ricuorde, Cunce’, i pedalini e lana che compraste tu ca diciste: ‘sono di lana pura‘ “. “Concetta fa freddo fuori?

Federica De Candia. Seguici sempre su MMI e Metropolitan Cinema!

Adv
Adv

Related Articles

Back to top button