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“I Goonies”, l’innocenza della fanciullezza

I Goonies, prodotto ed ideato da Steven Spielberg nel 1985, ha tutti gli ingredienti necessari per essere uno di quei film per famiglie che guardano volentieri bambini ed adulti. Protagonista dell’avventura è un gruppo di ragazzini losers, come quelli dell’It di Stephen King, che stanno per essere sfrattati assieme alle loro famiglie dal quartiere della cittadina dove vivono. Il quartiere povero di Astoria, conosciuto come Goon Docks, dà loro il nome, che è anche un gioco di parole con il termine gooney, svitato.

Questa banda di ragazzini un po’ svitati, durante un noioso pomeriggio che precede il prossimo abbandono forzato delle loro case, trova nella soffitta di Mikey (Sean Astin) una mappa del tesoro del capitano pirata Willy l’Orbo. Deciso a salvare tutti coloro che stanno per essere sfrattati, e affascinato della storia del capitano, Mikey trascina nell’avventura i suoi amici Data, una sorta di Ispettore Gadget bambino, Mouth, l’affascinante chiacchierone, e Chunk, il goloso combina guai. A loro si aggiungono Brand, il fratello maggiore di Mikey non solo muscoli ma anche cervello, la bella Andy e l’ironica Stef. Nel tragitto alla ricerca del tesoro, i Goonies si scontreranno con la Banda Fratelli, famiglia di criminali tra cui c’è anche il personaggio tragicomico del film, Sloth. Tra trabocchetti, scheletri e pipistrelli scopriranno la nave pirata e troveranno il tesoro di Willy.

Jeff Cohen (Chunk), Sean Astin (Mikey), Corey Feldman (Mouth) e Jonathan Ke Quan (Data) - Photo Credits: web
Jeff Cohen (Chunk), Sean Astin (Mikey), Corey Feldman (Mouth) e Jonathan Ke Quan (Data) – Photo Credits: web

Il tesoro de “I Goonies”

Il tesoro nascosto del film è composto da quegli ingredienti che lo rendono un capolavoro non solo per i ragazzi ma anche per tutti quei bambini cresciuti che non hanno mai smesso di nutrire il fanciullino dentro di loro. C’è il pericolo della Banda Fratelli, c’è il mistero di Willy l’Orbo, c’è l’avventura stile Indiana Jones, c’è la comicità, ma soprattutto ci sono i sentimenti di quell’amicizia e quell’amore innocenti che si provano solo quando si è ancora vergini del mondo esterno.

Steven Spielberg aveva capito quanto ci fosse bisogno di creare degli eroi ad immagine e somiglianza dei ragazzi. Sono infatti loro, nel film, che guidati dalla voglia d’avventura si ritrovano a sostituirsi agli adulti e a provvedere economicamente al futuro delle loro famiglie e del loro quartiere. Gli adulti de I Goonies sono delle macchiette, a volte addirittura meno svegli o capaci dei propri figli. Questo perché il mondo dei grandi è rotto e corrotto, mentre quello nel quale vivono loro è ancora puro, dove uno Sloth non è diverso da un Chunk ed è meno mostro della Banda Fratelli.

I Goonies in una scena del film - Photo Credits: web
I Goonies in una scena del film – Photo Credits: web

Sean Astin e la sua Strange “X”

Il film è ricco di citazioni, a partire da quelle musicali di Ray Charles e Michael Jackson fino a quelle cinematografiche di Superman, E.T. e I Gremlins. A sua volta, I Goonies ha contribuito alla creazione di storie ed atmosfere che ritroviamo poi in pellicole come Stand By Me, It e il più contemporaneo Super8. Anello di congiunzione della cultura pop degli anni ottanta, sarebbe stato impensabile creare un inno a quel decennio senza ispirarsi alla sua anima “goonie”. La banda degli svitati di Goon Docks riprende vita a Hawkins: ci sono i quattro losers, Mikey si trasforma in Mike e Chunk in Dustin, e a loro si aggiungono il fratello di uno e la sorella di un altro con il suo ragazzo. Nella seconda stagione la comparsa di Sean Astin e il suo momento con la mappa da decifrare sono la ciliegina sulla torta.

Stranger Things è piena di citazioni famose che hanno formato le menti dei nerd, dal gioco di ruolo Dungeons & Dragons ad un’infinita lista di film, come Alien e Ghostbusters, che creano il DNA di questa serie televisiva che ha rapito allo stesso modo i ragazzi, che si divertono nel vedere rappresentata l’infanzia degli adulti di oggi, e i grandi, con quei rimandi a loro così familiari da farli sentire a casa. I Goonies non sono morti, si sono trasformati ed adattati.

Sean Astin (Mikey in "I Goonies") compare nella seconda stagione di Stranger Things - Photo Credits: web
Sean Astin (Mikey in “I Goonies”) compare nella seconda stagione di Stranger Things – Photo Credits: web

“Goonies never say die”

I Goonies non dicono mai la parola morte. I Goonies non soccombono ai bulli, non si fermano davanti alle difficoltà. I Goonies si fanno forza l’uno con l’altro e combattono valorizzando reciprocamente le proprie capacità, ed è solo così che riescono ad arrivare alla fine della loro avventura. L’ottimismo e la sincerità della pellicola trasmettono una sensazione di invincibilità fanciullesca, ma forse anche un po’ di malinconia negli adulti. Ci siamo ritrovati nel giro di pochi decenni dal cercare forzieri pieni d’oro per puro divertimento al desiderare di arricchirci per possedere sempre più beni materiali per affermare uno status sociale. Quanti di noi, da losers, si sono trasformati in quei bulli che volevano cacciare i Goonies dal loro quartiere?

I Goonies è eterno, come il fascino che esercitano su molti di noi i pirati. Non ci si stanca mai di guardarlo, rientra nella lista di quei capolavori cinematografici che si tramandano da genitori a figli. Questo film ci garantisce un rifugio sicuro dal mondo degli adulti con la sua genuinità e spensieratezza tipiche del passato. Non ha importanza quanti anni abbiamo, in che periodo siamo cresciuti, o dove ci troviamo: siamo stati tutti Goonies da bambini, e il vero tesoro è che possiamo esserlo ancora adesso.

I Goonies e Sloth in una scena del film - Photo Credits: web
I Goonies e Sloth in una scena del film – Photo Credits: web

Addio Willy, grazie.

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