Nel mirino di alcuni cittadini che manifestano contro l’obbligo del Green pass c’è anche Liliana Segre. La senatrice è stata insultata a Bologna, nel corso di una protesta andata in scena venerdì 15 ottobre. Immediate le reazioni della politica.
No Green pass, insulti a Liliana Segre
Venerdì 15 ottobre, a Bologna, è andata in scena una manifestazione contro l’obbligo del Green pass per tutti i lavoratori.
“Una donna che ricopre un seggio che non dovrebbe avere perché porta vergogna alla sua storia, e che è Liliana Segre, che dovrebbe sparire da dove è“, ha detto uno dei manifestanti che ha preso la parola al megafono, partecipando al corteo.
Cori anche contro il presidente del Consiglio Mario Draghi e contro il segretario generale della Cgil Maurizio Landini.
Nei mesi scorsi Liliana Segre aveva ammonito i No Vax, ribattendo loro come vaccini e Green pass non fossero paragonabili alla Shoah: da lì era finita nuovamente nel mirino di diversi utenti social, che l’avevano già minacciata subito dopo essersi vaccinata.
Immediate le reazioni degli esponenti dei partiti politici dopo gli insulti all’indirizzo di Liliana Segre, scampata all’Olocausto.
“Insultare Liliana Segre significa esaltare l’ignoranza, non conoscere la storia e cancellare le migliori radici del nostro Paese. Il sacrificio di Liliana ha consentito a noi tutti di vivere nella libertà e nella democrazia. Questi insulti sono vergognosi. Attaccare le istituzioni e il sindacato significa ignorare che il Green pass è indispensabile per far convivere in sicurezza le nostre libertà e i nostri diritti”. ha detto il senatore del Pd Daniele Manca, capogruppo dem nella Commissione Bilancio.
Da Italia Viva, il parlamentare romagnolo Marco Di Maio definisce “allucinante” quello che è successo a Bologna: “L’unica vergogna è che ci siano persone come queste che pretendono di bloccare l’Italia perché non vogliono vaccinarsi e non vogliono il Green pass. Massima solidarietà alla Segre e avanti sulla strada tracciata, senza cedimenti”.
Più duro Emanuele Fiano, presidente del gruppo Pd alla Camera, che su Facebook ha scritto: “Non sono persone normali quelle che insultano Liliana Segre dal palco dei No Green pass di Bologna. Sono espressione di una patologia sociale, di ignoranza, inciviltà, di rabbia animale. Mi auguro che intervenga la magistratura, queste espressioni minacciose sono un insulto a tutti noi”.