Musica

I Pink Floyd pubblicano 18 bootleg del 1972

I Pink Floyd hanno pubblicato 18 bootleg dei concerti del 1972. Attraverso questo materiale è possibile apprezzare l’evoluzione del lavoro più famoso della band britannica The Dark Side of The Moon.

Pink Floyd: i bootleg che raccontano “The Dark Side of The Moon”

Pink Floyd bootleg
Animals - fonte: https://auralcrave.com/
I Pink Floyd

La band britannica, seguendo la scia dello scorso anno, ha deciso di pubblicare a sorpresa i video di 18 concerti risalenti al 1972. Attraverso questo prezioso materiale è possibile ripercorrere le fasi di evoluzione del loro più grande capolavoro, il disco The Dark Side of The Moon. I bootleg di quest’anno coprono, infatti, tutto il periodo di realizzazione dell’album; a questi si aggiunge una mini-raccolta di 5 tracce alternative. Queste registrazioni precedono l’uscita ufficiale sul mercato di The Dark Side of the Moon, che sarebbe 17 marzo del 1973. Presentare i brani al grande pubblico, direttamente in concerto, prima che questi venissero pubblicati è una tradizione che da sempre accompagna il gruppo. Ai Pink Floyd, così come ad altre band, piaceva sperimentare sul palco a discapito della possibilità di sbagliare o della qualità scadente del suono. Per anni sono stati la band più odiata dal esordiente movimento punk, che li accusava di eccessivo perfezionismo. Adesso arriva la dimostrazione che i concerti dei Pink Floyd erano tutt’altro che copioni già scritti e che con le band punk avevano un notevole punto di contatto, quello di mettere primo posto la volontà di comunicare idee, sensazioni e visioni. Ma scollarsi di dosso l’etichetta del gruppo “ricco sfondato e scenografico” non è l’unica motivazione che giustifica un gesto tanto generoso.

Il “copy right dump”, che cos’è?

In poche parole i Pink Floyd si sono trovati con le mani legate per via di una legge poco definita e controversa relativa ai diritti d’autore. Di fronte alla band si profilavano due sole alternative: pubblicare personalmente il materiale di cui erano in possesso oppure aspettare che diventasse automaticamente di dominio pubblico. Questa legge europea implica la perdita dei diritti da parte dell’autore su tutta la produzione artistica che non pubblicata nei precedenti cinquant’anni. Considerando quanto appena detto, il problema è principalmente di tutti gli artisti dei ’70. A questo punto per «sfuggire alla mannaia europea» nasce il cosiddetto fenomeno del copy right dump, letteralmente discarica di copy right.

Rossella Di Gilio

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