Con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca previsto per il 20 gennaio, l’industria del beauty potrebbe affrontare una nuova ondata di sfide legate ai dazi commerciali. Il Presidente eletto ha infatti ventilato l’introduzione di tariffe fino al 100% su importazioni da paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, tra gli altri), oltre a un incremento del 25% sui beni provenienti da Canada e Messico.

Come il beauty potrebbe cambiare dopo l’introduzione dei dazi di Trump

Beauty

Questi provvedimenti sul mondo del beauty potrebbero avere un impatto notevole. Solo nel caso della Cina, gli Stati Uniti hanno importato cosmetici e prodotti per la cura personale per oltre 1,5 miliardi di dollari nel 2023. A ciò si aggiunge il fatto che molte materie prime e materiali per il packaging provengono da questi mercati soggetti ai nuovi dazi.

Christine Staples, CEO di Cohere, ha spiegato come ogni prodotto di bellezza – anche il più semplice – possa dipendere da una catena di approvvigionamento internazionale complessa. “Un singolo shampoo può richiedere fino a 40 componenti diversi, molti dei quali potrebbero provenire da paesi colpiti dai dazi,” ha dichiarato.

Conseguenze per consumatori e aziende del beauty

Se queste tariffe diventassero realtà, i prezzi dei cosmetici potrebbero subire aumenti generalizzati. “L’incremento dei costi di importazione potrebbe portare a una polarizzazione dei consumatori, con una crescita della domanda per prodotti più economici,” ha affermato David Chung, CEO di iLABS.

Le grandi aziende, come Estée Lauder o Procter & Gamble, si dicono pronte a reagire grazie a catene di fornitura globali e strategie di diversificazione. Per esempio, E.l.f. Beauty ha già ridotto la sua dipendenza dalla Cina, scendendo dal 100% al 80% della produzione.

Le difficoltà delle piccole imprese

Tuttavia, per i marchi emergenti, adattarsi potrebbe essere più complicato. A differenza dei colossi, i brand indipendenti non hanno le risorse per negoziare con fornitori globali o investire in stoccaggi preventivi. Staples consiglia di collaborare con produttori per esplorare nuove fonti di approvvigionamento e soluzioni alternative, come l’uso di materiali turnkey da paesi meno colpiti.

Un futuro incerto ma adattabile

L’industria della bellezza si prepara a una fase di transizione. Per sopravvivere, le aziende devono ripensare alle proprie catene di approvvigionamento e strategie di prezzo. Le sfide sono molte, ma come sempre, innovazione e flessibilità saranno le chiavi per superarle.

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