Nicușor Dan ha vinto il ballottaggio delle elezioni presidenziali in Romania, sconfiggendo il sovranista George Simion. Il candidato europeista ha ottenuto il 53,6% voti, contro il 46,4% degli oppositori. A fare la differenza nei risultati è stata la massiccia affluenza alle urne, di molto superiore rispetto al primo turno. Il dato finale registra una partecipazione del 64,72%, il più alto degli ultimi vent’anni; nelle prime votazioni era stato del 53,2% circa.

Nel complesso, hanno espresso la propria preferenza oltre undici milioni e mezzo di elettori, a fronte dei nove milioni di due settimane fa. Come gli analisti avevano previsto, il timore dell’affermarsi dell’estrema destra -in vantaggio, dopo il primo turno- ha portato i cittadini al voto, favorendo in questo modo Dan.

Presidenziali Romania: Dan e Simion candidati anti-sistema

Nicușor Dan, cinquantacinque anni, è dal 2020 sindaco di Bucarest. Lui e Simion sono molto distanti politicamente, ma sono entrambi candidati anti-sistema, esterni cioè ai partiti istituzionali, ultimamente ritenuti dalla popolazione corrotti e poco efficienti. Dan era sostenuto solo dai Liberali (PNL) e dall’Unione Salva Romania (USR), da lui fondata nel 2015, prima di abbandonarla. I Socialdemocratici (PSD), vincitori delle parlamentari dello scorso dicembre, avevano invece lasciato ai loro elettori libertà di voto. Simion era appoggiato dall’ex primo ministro Victor Ponta, mentre Crin Antonescu, il candidato della coalizione del governo, è rimasto escluso dal ballottaggio.

Il primo turno si era reso necessario dopo l’annullamento di quello dello scorso novembre, vinto a sorpresa dall’ultranazionalista Călin Georgescu e poi invalidato dalla Corte costituzionale perché l’intelligence aveva riscontrato interferenze dalla Russia a suo favore. A marzo, Georgescu era stato escluso dalle nuove presidenziali; proseguono le indagini a suo carico.

Federica Checchia

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