In Francia sta diventando un caso il braccio di ferro tra Emmanuel Macron e gli esperti di storia dell’Arte. L’oggetto del contenzioso è l’antico arazzo di Bayeux, che il presidente francese vorrebbe prestare al British Museum di Londra. La concessione dovrebbe estendersi da settembre del 2026 a luglio del 2027; tuttavia, sin dall’annuncio del prestito, storici e restauratori hanno storto il naso a causa delle condizioni dell’opera, troppo fragile per essere spostata.

L’ostinazione di Macron deriva dal suo desiderio di sugellare la rinnovata alleanza con il Regno Unito, piuttosto barcollante dopo la Brexit. L’elezione del laburista Keir Starmer ha contribuito al miglioramento dei rapporti, come dimostra l’accordo sull’immigrazione e quello sul coordinamento degli armamenti nucleari tra i due Paesi.

La storia dell’arazzo di Bayeux

In molti, dunque, temono che la sua spinta diplomatica stia mettendo deliberatamente a rischio la conservazione dell’arazzo, in realtàun tessuto ricamato. Realizzata nell’Undicesimo secolo, è lunga settanta metri e rappresenta la conquista dell’Inghilterra da parte di Guglielmo di Normandia, chiamato poi il Conquistatore. Da novecento anni è esposta nel museo di una cittadina nel nord della Francia. Da lunedì 1° settembre, tuttavia, il museo chiuderà per due anni; verranno infatti effettuati degli importanti lavori che consentiranno una migliore esposizione dell’arazzo.

L’opera ha una grande rilevanza storica e simbolica per il Regno Unito, in quanto rappresenta un momento importante della storia del Paese. L’aveva chiesta in prestito già nel 1953, in vista dell’incoronazione di Elisabetta II, e nel 1966, per il novecentesimo anniversario della battaglia di Hastings, ritratta sull’arazzo, ricevendo sempre rifiuti. Questa, però, potrebbe essere la volta giusta.

Federica Checchia